L’Angolo dei Sapori è una piccola bottega alimentare in via Biasi.
Quando entro, salutano tutti. Non è una formula di cortesia: qui le persone si conoscono e, anche quando non si conoscono, considerano ancora il saluto un gesto quasi obbligatorio. C’è chi passa per comprare il pane, chi per un panino e chi semplicemente per scambiare due parole prima di riprendere la giornata.
Dentro ci sono tre tavolini: uno vicino alla vetrina, due lungo la parete. Sembrano messi lì senza grandi studi, ed è proprio questo il bello. Nessun interior design, nessuna ricerca dell’effetto.
Tre tavolini e una mattina qualunque
A fine mattina quei tavolini sono quasi tutti occupati. Una coppia chiacchiera davanti a un caffè e a un panino; due operai si concedono una pausa prima di tornare al lavoro, davanti a due sontuose porzioni di penne al sugo. Più in là, due anziani sembrano aver fatto dell’Angolo dei Sapori una tappa fissa della loro giornata. Parlano poco, osservano molto e ogni tanto salutano qualcuno che entra.
Fuori c’è un altro tavolino. È occupato da un anziano, più avanti con gli anni, che cerca di acciuffare un alito di vento appoggiandosi al bastone. Guarda le auto che parcheggiano, saluta chi passa davanti alla bottega e si ferma volentieri a scambiare due parole.
Una signora si avvicina e chiacchiera con lui per qualche minuto, poi riprende la sua strada.
Per un attimo sembra una scena da paese più che da quartiere cittadino, immerso tra uffici, negozi e centri direzionali.
Una bottega come quelle di una volta
Dentro, il mio sguardo si perde tra gli scaffali e il loro ben di Dio. Ci sono bottiglie di vino, conserve, marmellate, pasta, biscotti, pane carasau e prodotti sardi di ogni tipo. Nel frigorifero convivono yogurt, bibite, succhi di frutta e Coca-Cola. Sul bancone fanno bella mostra pane fresco, pizzette, salumi e formaggi, mentre poco più in là le pardule stanno accanto ai dolci confezionati e ai prodotti della tradizione.
Mi torna in mente il profumo delle botteghe dove andavo da bambino, con la lista delle cose da comprare e i soldi contati che mi aveva dato mamma.
Non c’è l’ordine perfetto dei supermercati e nemmeno la specializzazione dei negozi moderni. Qui trovi un po’ di tutto: la spesa dell’ultimo minuto, il pane per il pranzo, una bottiglia per la cena o qualcosa di buono da portare a casa.
Il tempo che si ferma un po’
Le persone entrano, salutano, chiedono qualcosa e spesso si fermano qualche minuto. Qualcuno prende un panino da mangiare al volo, qualcun altro aspetta che si liberi una sedia.
Io ordino un panino con bresaola, insalata e pomodoro, poi mi accomodo fuori.
Qualcuno rientra dalla spesa, qualcuno parcheggia. L’anziano continua a osservare la strada e ogni tanto alza una mano per salutare qualcuno.
Intanto la porta della bottega continua ad aprirsi e chiudersi. C’è chi entra per il pane, chi per una bottiglia d’acqua, chi per un caffè veloce e chi, forse, anche per il piacere di trovare qualcuno con cui parlare.
L’Angolo dei Sapori va avanti così, tra il profumo del pane, le chiacchiere dei clienti abituali, una pausa pranzo veloce e il viavai di un quartiere che, almeno qui dentro, sembra ritrovare un po’ di quel tempo lento che anche una città come Cagliari ha quasi dimenticato.