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Doveva essere evento, evento è stato. La Tele2 Arena di Stoccolma, che non pensi sia uno stadio da calcio in erba che poi si chiude e diventa palazzetto ma poi guardi su Google ed è proprio così, é stata testimone e luogo della reunion degli Swedish House Mafia.

Giovedì 2 maggio, se ne parlava da tanto, e per chi vive in Svezia, patria della dance che ha dato i natali anche a gente come Avicii, ma anche per chi segue la scena Edm (electronic dance music) era una data importante. Il trio di Dj e producer di nuovo assieme dopo 5 anni se si esclude una brevissima parentesi all’Ultra Music Festival.

Tele 2 Arena, Stoccolma, fermata Globe. Fuori nevica e si spera che l’ingresso sia veloce. Lo è. La fila scorre, gli accessi sono tanti, il personale é gentile e l’organizzazione meticolosa. Niente bottigliette, mi dispiace, dice un addetto alla sicurezza.

Il palco è ancora coperto. C’è spazio per l’opening appannaggio di due dj e producer Jarami e della formazione live Vargas & Lagola che vantano varie collaborazioni con artisti dance ed edm. L’acqua è gratuita, tramite lavandini posti ai bordi del campo. C’è da fare la fila al bar ma soprattutto tradurre i listini in svedese e capire quale marca di birra sia quella giusta.

Da quando, alle 22, il grande telone che avvolge il palco scende e il primo urlo rompe l’attesa una fila di luci sul punto più alto, disposte orizzontali, detta la scena. Gli Swedish, dopo un lungo intro, snocciolano il repertorio offrendo nuovi incastri e rielaborazioni a canzoni storiche e recenti, queste ultime perlopiù firmate da Axwell e Ingrosso. Le linee melodiche si scontrano, lo stile e il basso sono inconfondibili e si allineano. L’impianto luci e scenico é maestoso. Ma ci sono altre sorprese: fuoco, fiamme, tre strutture che riprendono il simbolo dei tre cerchi della Swedish house mafia, che si muovono producendo altre geometrie di luci. Lo schermo ripropone, oltre ai loro primi piani e a vecchi filmati della prima avventura insieme, donne in fuga, donne in difficoltà, donne in armonia, baci saffici ma anche temi classici e opere artistiche.

Il mondo della musica che la SHM ha lasciato sembra molto diverso oggi. In particolare, la musica EDM è stata travolta da trap, hiphop e reggaeton. Tuttavia, il sospetto che oramai i fans siano andati altrove si sta dimostrando totalmente ingiustificato: i tre concerti dell’Arena del weekend hanno avuto un ottimo botteghino e c’è lunga serie di date in arrivo. Nonostante gli scioperi aerei della Sas, compagnia scandinava, oltre ad una base fortissima svedese che si compone paradossalmente di trenta/quarantenni di media (non aspettatevi ragazzini), ci sono tanti stranieri che dimostrano che la SHM è ancora un fenomeno internazionale.

Tutti hanno raccolto l’effetto nostalgia, l’effetto reunion, l’effetto “eccoci ancora qui se ci avete perduto o avete sentito parlare di noi”, un argomento molto più pesante rispetto al fatto che il gruppo in realtà non abbia ancora prodotto nuova musica se non una ID che viene presentata ma non buca il timpano e il cuore. La sensazione complessiva è che sia una festa tra amici per ritrovarsi dopo tanti anni, senza forse mai essersi persi di vita. “Noi ci siamo ancora eh, noi siamo ancora all’altezza della dance, e voi ci siete ancora?”. E’ questa la domanda che il trio svedese pone.

Oltre ai pezzi prodotti come SHM, tutte e tre le carriere da solisti in corso devono raccogliere le canzoni e trovare il giusto mix per dare una logica alla playlist di stasera. Mettere assieme Greyhound, Miami 2 Ibiza e la linea pop della cooperazione Axwell & ingrosso, su cui spiccano Dreamer e More than you know non sembra essere complicato.

Il finale é spazio alla melodia, al cantato, quando l’Arena esplode in fuochi d’artificio, urlando Don’t worry child. Quando si trasforma in una collettiva liberazione sulla frase Save the world tonight, e il trio si abbraccia: lo Swedish House Mafia 2.0 riempie e tira anche 2019. Forse complicato comprendere questo evento in Italia, ma in Europa la dance ha un altro passo e energia e trascina cuori e business. È una concezione troppo diversa dalla nostra terra, dove fenomeni così sono lontani dal vissuto di operatori e clienti.

Dopo un live così ti resta l’adrenalina per ore che mette a tappeto stanchezza e freddo. La bordata di vento artico nella notte di Stoccolma non lascia scampo a chi come me non è abituato. Loro, gli svedesi, hanno le pelle e la tempra per stare in camicia, io no. Anzi, ogni parte del viso che resta fuori viene punita. I vagoni della metro sono pieni, in venti minuti riesco a incastrarmi in uno e tornare a casa non prima di aver addentato un provvidenziale panino con salsiccia di dimensioni mini e prezzo altissimo.

Save the world tonight… riusciranno gli Swedish house mafia a salvare il sofferente mondo della dance?

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