Passata la “sbornia” (ma tranquilli, al massimo è scesa giù un’aranciata) del giorno del compleanno (e del giorno dopo il giorno del compleanno) con gli ultimi ritardatari che ancora si ricordano di mandare un messaggio, ci ritroviamo qui davanti al monitor a fare i ringraziamenti a tutte quelle che persone (quante…) che hanno scritto in bacheca, mi hanno telefonato o mandato un sms.

Un altro anno della vita. Si invecchia, dicono tanti. Il bello è che alcuni continuano a darmi del 24enne. Ricordo quest’estate, davanti ai proprietari di qualche locale dove ho collaborato. E invece… 😉

Io credo (e non solo io) che gli anni siano solo un dato anagrafico: conta sempre l’età mentale, quella che ti senti e che porti, la passione e l’entusiasmo che metti nelle cose che fai e quanto trasmetti agli altri.

Non credo che da quel punto di vista manchi. A qualcuno parrà strano, altri la vedono normalissima, altri mi daranno un po’ del “simpatico pazzo”, altri ancora si chiederanno perché, “chi te lo fa fare” meglio non pensare-non agire-non scrivere, insomma spesso si chiedono quale sia l’energia che spesso ci muova per non annoiarci e fermarci mai.

Libri, sport, una vita sana, la musica e il tentativo sempre di costruire (per quanto) possibile buoni rapporti con la gente, di diffondere sorrisi e di guardare sempre il lato positivo di ogni situazione di vita. Questa è la grande sfida che dobbiamo affrontare ogni giorno, quando abbiamo tanti “contatti”, quando ci piace star con la gente, quando siamo innamorati di tanti interessi e passioni per non “morire” troppo giovani nella noia e nella ripetitività.

Siamo i dinamici, i poliedrici, quelli che fanno sempre network, per intenderci.

Poi arrivano i rischi.

Quante volte hai avuto la sensazione di sentirti arrivato o perfetto o, peggio ancora, il primo della classe?

Quante volte sono andate perdute amicizie per un’idea?

Abbiamo tantissimi difetti e limiti. Credo però che questa consapevolezza, se alimentata dall’ umiltà, unita alla voglia di crescere, sia una grande forza e permetta di trasmettere il meglio anche ad altri.

Quando hai una passione, la gente fa di tutto per farti cambiare idea. Perdi anche qualche amico.

La gente fa di tutto per toglierti dalla testa quel pensiero, per farti mollare e cadere. Lo dice, pare, per il tuo “bene” uccidendo quel sogno che è dentro te. Sai quanti lo hanno detto? Se per ognuno avessi un euro (parafrasando Liga) chissà che vecchiaia che passerei…

Sono un insoddisfatto per natura. Voglio sempre migliorare e trasmettere questa mia “ansia” da miglioramento a tutti.

Un’ansia positiva, di superamento dei limiti, di accettazione di sfide, di avanzamento dalle sconfitte e dei colpi bassi. Di critica positiva, di continuo mettersi in discussione.

Non ho mai amato il quieto vivere e la bonaccia. O almeno, per troppo tempo. Non ho mai amato fermarmi a tavola troppo, rilassarmi troppo, dormire troppo.

Avete pian piano, tramite questo potente mezzo qual è facebook, imparato a conoscermi o conoscermi di più.

Con qualche persona è nata un’amicizia, con altri una bella collaborazione lavorativa, con qualcuno è finita o si è addirittura rafforzata, con qualche amica una sfuggente storia d’amore che terrò sempre nel cuore o anche qualche simpatica amicizia complice.

Come vedete lo utilizzo tanto: spesso sono un turbine di pensieri e riflessioni, provocazioni e semplici citazioni mie o di qualche autore a me caro.

Qualcuno dice che i miei stati su fb cambino spesso e un po’ troppo.

In auto, in una riunione, in un semplice momento di pausa.

Un pensiero, una frase, una parte di canzone, una cosa che vedo.

Penso e scrivo, senza filtri, senza paura delle reazioni.

Esiste, per chi non gradisse, il tastino magico: nascondi Tixi. E non leggerete più ciò che mi frulla nella testa.

È libertà, è scelta. Altrimenti bisogna sopportarmi 🙂

Mi avete (ri)scoperto come dj, come giornalista,  in veste di attivista politico o allenatore di calcio a 5.

Qualcuno ha visto in queste pagine un’anima che non si aspettava. Si è forse impaurito o si è entusiasmato. Si è chiesto se i dj possano anche saper scrivere e pensare (ebbene sì, anche studiare e leggere). Se le persone “qualsiasi” possano avere ancora tempo per fermarsi riflettere non solo sull’ultima di campionato o su dove vai in vacanza quest’estate. Insomma utilizzare facebook anche in maniera costruttiva. È possibile.

Alcune persone, leggendo qualche mia frase, mi chiamano poeta o filosofo, forse irridendo o con simpatica e amichevole stima, perché colpite  dalla mia passione per la scrittura. Le ringrazio. Sapete amiche e amici… è un virus, qualcosa che arriva da lontano, pensate voi dalle elementari. Solo chi ne è affetto lo capisce. È come un secondo “io” che è dentro di te te e fa diventare i pensieri parole e frasi, punti e sottintesi.

Molte persone mi leggono con assiduità, commentano, intervengono, criticano. Con alcune ci scontriamo. Ho trovato collaborazioni e intrecci inattesi, politici e ideali. A qualcuno sarò indifferente, ad altri più simpatico, ad altri ancora più odioso e irritante. Ma non si può mai star simpatici a tutti.

Come i tanti attestati d’affetto, quando ti esponi al mondo non mancano le critiche. Ma chi sei tu? Ma che fai la morale? Ma che ne sai di questo? Quanti lo avranno pensato!

Mi sarei allarmato del contrario. Senza critica non si migliorerebbe. Devi essere pronto a parare i colpi. Qualche volta ci riesci, altre volte no.

Le critiche spesso sono dei consigli gratuiti, qualche volta mascherate gelosie, altre stilettate velenose.

Abbiamo paura del tempo perché spesso diventa rimpianto di cose non fatte o di passioni vissute che non si ripeteranno più. Guardate il film della vita e ne troverete tante. La nostra vita è una piccola grande estate, dove il sorriso di quello che era in un secondo è già nostalgia e qualche lacrima.

Ma dobbiamo concentrarci sul presente. Svegliarci con un sorriso anche oggi, un po’ più vecchi di ieri, un po’ più consapevoli del tempo che passa. Senza timore del futuro e senza rimpianti del passato.

Sorrido sapendo nel mio cuore che sono fortunato: c’è anche chi sta peggio di me. L’ho visto da poco, visitando un ospedale.

Magari le mie parole sono per alcuni vuote.  Per altri, e di questo ne vado fiero, possono essere un motivo per continuare a vivere e lottare quando le condizioni non sono fortunate e la vita pare voltarti le spalle.

Forse è un piccolo segno divino (già…Dio…hai un momento anche per me? O forse sono io che te ne dedico poco davvero).

Forse è giusto ricordarsi la forza che abbiamo: con un pensiero, una musica o una semplice parola possiamo fare del male (le parole come pietre, ricordate?), tradire i sogni e le emozioni di un bambino come di un adulto. Ma possiamo anche, e questo potere non dimenticatelo mai, regalare una gioia e un’emozione a chi non aspetta altro.

 

GRAZIE ANCORA

 

“La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati. La nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura. È la nostra luce, non la nostra oscurità che più ci spaventa. Agire da piccolo uomo non aiuta il mondo, non c’è nulla di illuminante nel rinchiudersi in sé stessi così che le persone intorno a noi si sentiranno insicure. Noi siamo nati per rendere manifesta la gloria che c’è dentro di noi, non è solo in alcuni di noi, è in tutti noi. Se noi lasciamo la nostra luce splendere inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso. Appena ci liberiamo dalla nostra paura la nostra presenza automaticamente libera gli altri.”

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