Pioggia e fulmini ieri. Oggi nuvole e pioggia. Segnali che l’estate sta lasciandoci definitivamente. Certo, ci saranno ancora giornate calde, secche, si andrà ancora al mare, si farà finta che “viviamo l’estate 365 giorni all’anno” ma oramai siamo in dirittura d’arrivo verso l’autunno che in Sardegna è forse la più bella stagione. Il clima, le sagre, le castagne, i ritorni, purtroppo anche il campionato. Dico purtroppo perché dovremo de-calcistizzarci per vivere meglio, vederlo con minore trasporto, ma fa parte del nostro dna e saremo pronti a brevissimo (anzi, lo abbiamo già fatto) a perdonare i nostri campioni che si sono permessi di “scioperare”.

Devo dirvi la verità, anche se non ci credete: se non fosse stato per il viaggio Berlino e qualche altra giornata di mare (poche, come tradizione), ancora non ho fatto una vera pausa da mesi. Lavoro ininterrottamente cercando di portare avanti alcuni obiettivi e progetti. Colpa del mio stakanovismo. Ma la generazione precaria, di cui mi onoro di appartenere, è così. Senza posto fisso ti devi sbattere, muovere, non perdere tempo. È bello ma spesso ti chiedi anche se questa (folle?) corsa avrà senso, visto che la politica ci fa perdere qualsiasi speranza nel futuro, visto l’andamento di tante cose in Italia.

Così, tra il quotidiano Sardegna 24, il calcio a 5 con il Basilea, Crastulo, la Figc, le serate in discoteca e gli altri impegni non c’è un attimo di tregua.

Con il giornale prosegue a gonfie vele, non passa giorno che non ci sia qualche fatto nuovo da raccontare. Ho conosciuto la parola “reperibilità”: essere pronti in poche ore a imbastire un articolo, senza guardare troppo i giorni e gli orari. Ciò ovviamente ha limitato anche gli interventi qui su Facebook.

Ieri gli indipendentisti di Malu Entu, oggi in edicola parliamo del concerto di Marco Carta cercando di ricostruire i fatti e dando voce un po’ a tutti. Ho avuto la possibilità di toccare con mano lo straordinario affetto delle cartine per il loro idolo. Premetto che vivo in un mondo lontano da loro, però è sempre utile conoscere e vedere cosa accade. Lui, checché se ne dica, è riuscito con i/le fans a creare un rapporto speciale. Mi ricorda un po’ i tempi di “Sposerò Simon Le Bon” quel film che uscì nei primi anni 80 e che parlava di alcune ragazze innamorate del cantante dei Duran Duran.

 

Domani comincia pure la nuova stagione delle giovanili del Basilea, la nuova società per cui collaboro quest’anno. Avremo sia la squadra under21 che la squadra under18. Sarà una bella sfida: fare bene, e cercare di bissare l’ottimo lavoro del mister Davide Mura. La squadra, allenata da Chicco Cocco, in cui io avrò un ruolo di collaborare e responsabile organizzativo, sarà un mix dei “veterani” del Basilea insieme a diversi dell’Atiesse, società in cui allenavo l’anno scorso, con cui ho chiuso definitivamente i rapporti da fine primavera scorsa. Ma ci sarà anche qualche volto nuovissimo, fermo restando che cerchiamo sempre qualche nuovo talento (nato dal 93 al 95) che voglia immergersi nel calcio a 5.

 

Oggi piove. Negli stati di tanti c’è tristezza e delusione. Non ho capito bene per cosa. I cambiamenti, anche di tempo, sono ottimi. Portano novità e stimoli. E la pioggia, oltre a questo straordinario odore di bagnato (che sia di asfalto, di terra, di sabbia non importa) ci fa riscoprire altre abitudini.

Basta mare, mare e mare. Io ne approfitterò per rimettere in ordine casa, scrivere un po’, ascoltare musica e organizzarmi la settimana. Recupererò un po’ di tempo perso, in poche parole.

A proposito, il frigo piange: niente carne. Forse è giusto andare anche a fare la spesa, che ne dite?

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