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Il “gioco” – si fa per dire – cominciò in Spagna tanti anni fa, almeno una decina. Avevo apprna finito il Cammino di Santiago. Portarsi il computer, avere una connessione e unire lavoro a viaggio. Scenari che cambiano, natura, mare, campagna.
Ricordo ancora quando un mio committente mi chiamò e gli risposi che fossi a Beirut. Per fortuna era un viaggiatore e come me capiva che le distanze non toglievano la qualità e la serietà. Anzi, il viaggio arricchiva e rendeva la mente più dinamica. E per chi lavora nel digital è una soluzione pratica.
Le derisioni non mancarono. I clienti guardarono storto, dicevano che non fosse rispettoso viaggiare e seguirli a distanza. Qualcuno continuò a dire che viaggiare e stare in giro fosse sinonimo di poca serietà e affidabilità. Quanta fatica dover far passare anche questo messaggio e sfondare l’ennesimo muro di mentalità chiusa e provinciale, capace anche di farti perdere occasioni per pura invidia.
Io sorrido e vado sempre avanti, consapevole che il futuro sia già adesso.
2021, il nomadismo digitale continua.

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