Ore 8:30

Come ci si sente l’ultimo giorno di un lavoro e di un capitolo di vita? Boh, strani. Ogni piccolo gesto, ogni situazione, verrà catalogato in quello che si chiama “il file dei ricordi”.

Dicono che nella vita bisogna sempre accontentarsi, io rispondo “dipende”. Ogni persona ha il suo progetto e valori. Ci sono persone che amano le certezze e su quelle trovano linfa vitale e altre che mettono in gioco tutto e ritirano i dadi perché amano l’incertezza. Altre che purtroppo non hanno scelte perché legate a responsabilità. Chi ha ragione? Non lo so.

La vita é un progetto personale che nessuno conosce, solo il destino. Ognuno é protagonista della sua, sa quel che deve fare, lo sente dentro. Peggio é se sa, sente una voce e decide di restare fermo. Allora sarà purtroppo destinato a vivere male.


Ore 17:45

Piove, piove tanto su Milano. Last day, la giornata infinita che era l’ultima é finita.
Gli abbracci dei colleghi, le parole d’affetto – anche inattese – le strette di mano, le mail, il “non perdiamoci di vista” e i ringraziamenti a chi mi ha fatto crescere e vivere un’esperienza unica.
Titoli di coda. Due anni e mezzo lavorativi in Volkswagen Italia bellissimi e intensi finiscono, per scelta mia, che se me lo fossi detto mesi fa mai ci avrei creduto.
E ora nuovi stimoli, nuove avventure, nuovi problemi da affrontare e altre palle da tirare fuori.
Si ricomincia a camminare, costruire, senza scherzi e con tutti i rischi del caso. Con una lacrima, voltato l’angolo su viale Certosa, senza più la visuale del palazzo di Volkswagen Italia a Milano, perché
i finali sono sempre difficili da vivere.

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