LAVORO
La mia sensazione ed esperienza di questi tempi è che il lavoro, è vero, sia poco, ma le persone sottovalutino le occasioni e lavorino con molta sufficienza in attesa del superlavoro e del ruolo da dirigenti megagalattici che mai arriverà.

Circondati da notiziole e cazzate, falsi miti e bugie,sottovalutano la gravità della situazione occupazionale. Per molti, terminato il tempo dei selfie e della vida loca a spese dei genitori, comincerà la precarietà: doversi accontentare, quando va bene, di umili lavori, trattati da schiavi e senza diritti. Già molti lo sono diventati ma no lo dicono per vergogna.

Poi manca l’onestà di capire cosa si può fare con i propri titoli e competenze. Molti si sopravvalutano e sottovalutano e sottovalutano quanto sia duro raggiungere certi obiettivi (vedono solo i risultati dei successi altrui). Pensare senza diploma o senza laurea o senza sacrificio di ambire è davvero da idioti.

Il mio suggerimento? Ogni occasione di lavoro va presa sul serio perchè può aprire, magari, qualche opportunità. E’ vero, specie il mercato sardo (e per buona parte quello italiano), non prevede illusioni. Pagano poco e male. Non ci sono occasioni di crescita. Molti datori ricattano e ti imprigionano in gabbia. Non si può facilmente cambiare. Ma se alla lunga lavorate bene e siete puntuali, precisi, efficienti e attenti qualcuno se ne accorge sempre. Se accumulate esperienze, iniziate ad avere contatti e conoscere persone, e quindi occasioni. Guardarsi attorno è un altro consiglio. Ipotizzare pure di trasferirsi.
Ci vuole comunicazione e pubbliche relazioni.

Bisogna aprire gli occhi o si rischia davvero una vita di merda. Gli indicatori non danno segnali positivi per presente e futuro.
Non dico di accontentarsi sempre, ma trovare il giusto equilibrio tra sogno e possibilità. E lavorare, lavorare duro…quello che non tutti vogliono fare. Spesso anche capire come si lavora è un lavoro!