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Ho conosciuto don Alby Alberto Pistolesi nel 2015 grazie all’amico in comune Sergio. Mi invitò a tenere un corso di comunicazione per i suoi animatori, a Solanas. Una giornata intensa di fine estate, a cui partecipò anche l’allora vescovo con cui ebbi la fortuna di chiacchierare a pranzo.
Bastarono pochi minuti per capire che persona fosse: disponibile, premuroso, trascinatore. Un prete diverso dalle etichette e dai luoghi comuni. Un prete “avanti”, che cambiava lo spirito della gente, una di quelle persone che ogni comunità e quartiere vorrebbe e dovrebbe avere. Perché non era solo un apostolo di Dio, era uno che univa e riuniva. Che motivava i giovani a non essere soli. La certezza, a Genneruxi come a Sinnai.
L’ho iniziato a seguire sui social, ci siamo incrociati poco o nulla in questi anni. I suoi modi di lanciare temi e riflessioni erano sempre avanti. La sua gentilezza e ironia resteranno un bellissimo ricordo.
The show must go on, dicevano i Queen. Si prova ad andare avanti.
Alessio, Ambra, Alberto. Quanto è difficile per chi come me vive tra la gente andare avanti nonostante questi colpi tremendi e continuare a sorridere un attimo dopo? Quanto il destino o Dio, decidete voi, devono ancora giocare col nostro cuore?