Farsi abbracciare dalla leggerezza e allegria spagnola in una bellissima destinazione che si chiama Valencia.

Prima tappa di questo viaggio di lavoro é un ritorno, una città tra il moderno e l’avveniristico. Un posto dove sentirsi a casa, un calore incredibile attraverso la gente, i colori, il mare, i monumenti e la tecnologia. Che sia giorno o notte non fa alcuna differenza, l’atmosfera è sempre magica.

Tocco terra spagnola nel pomeriggio quando un sole rassicurante fa pensare a un fine primavera. No, é novembre, eppure c’é qualcosa di bello nell’aria che ti racconta la voglia di star sempre in giro.

Il tempo qui é sempre mite, la media temperatura é 18 gradi con 300 giorni di sole all’anno.

Valencia è compatta, pulita, elegante, con ampi spazi pedonali, pavimenti in marmo, il centro storico da girare a piedi, altrimenti ci sono bus e metro ma vi serviranno giusto per raggiungere l’Oceanografico o il mare.

Se si ha poco tempo bisogna ottimizzare, ma senza stress da turista imbruttito. Adoro abbandonarmi al flusso della gente e alla curiosità del momento. Adoro sentirmi un abitante di ogni luogo che visito.

Una salto alla Cattedrale non prima di aver fatto un primi aperitivo tipico con una vasta scelta di pinchos, ovvero stuzzichini paragonabili alle tapas con tante varietà e gusti. Qui costano 1,50 euro forse è il più caro ma ci sono anche i valenciani a mangiare quindi sospetto che sia il migliore.

I prezzi sono clamorosamente bassi. Per 7 euro ti fai un aperitivo con tapas, per meno di 10 euro una corsa lunga in taxi, un alloggio costa dai 25 euro in su.

Alla Cattedrale si arriva percorrendo Calle de san Vincente Màrtir. Chiesa che rappresenta la storia architettonica della città, ha tre diversi accessi: Puerta del los Hierros (barocca), Puerta del Palau (romanica) e Puerta de los Apostoles (gotica).

Dal Miguelete, la torre della cattedrale, si può godere di una vista panoramica di tutta la città. Sembra che all’interno della struttura, precisamente nella cappella del Santo Graal sia custodito il calice che Gesù ha utilizzato durante l’ultima cena. Miti e leggende.

Non poteva mancare un salto alla più periferica città dell’arte e della scienza, dopo aver camminato per i Giardini del Turia, un vecchio letto di un fiume diventato parco urbano con spazi verdi, attrezzi sportivi, piste ciclabili, parchi gioco, angoli romantici e tanto altro.

Al Museo della Scienza ci arrivi con un taxi.

Già da lontano questa stupenda opera – anche di sera – attira l’attenzione e man mano che ci si avvicina si rimane sempre più sbalorditi per la bellezza che prende il sopravvento sull’incredulità e sulla curiosità.

Ideato dal celebre architetto Santiago Calatrava, racchiude 5 attrazioni, precisamente l’Oceanografic, l’Umbracle, il Palazzo delle Arti, il Museo della Scienza e l’Hemisferic.

Il sole é andato via e ora Valencia é sfavillare di luci, botteghe che si accendono e profumi di ristoranti. Non nascondo la mia emozione e sparo in cuffia una canzone malinconica che mi possa accompagnare in questo passaggio tra la luce del sole e quella dei lampioni.

Torniamo in Plaza ayuntamiento dove c’é la sede del Comune, da cui prende il nome.

Ci si incammina per Avinguda de Maria Cristina, piena di negozi e caffé, per raggiungere i pochi minuti il Mercato centrale. Una struttura imponente in acciaio con vetrate colorate e ceramiche dipinte a mano. Il Mercato é chiuso ma ne apprezzi la struttura elegante e le geometrie.

Attraverso plaza del Mercado arriviamo a la Lonja de la Seda, cioè il Mercato della Seta, centro delle attività commerciali e culturali agli inizi del XVI secolo. Patrimonio dell’Unesco dal 1996, la sua architettura tardo gotica la rende imponente e affascinante. Oggi è sede dell’Accademia Culturale di Valencia.

La notte fa rima col Barrio. Questo quartiere del centro storico di Valencia, è nato intorno al Convento del Carmen. Ancora sono aperti i deliziosi negozi di artigianato locale o negozi di vestiti di seconda mano e di marca; di notte il Barrio si anima, poi, per i locali che riempiono le stradine del quartiere.

Nel Barrio del Carmen bisogna assaggiare la paella, le tapas o il tipico cocktail locale, la Agua de Valencia.

Le piazzette si animano di gente come nella più classica delle tradizioni spagnole.

Il quartiere, il vicinato, le chiacchiere sottili e la musica, gli anziani e i giovani. Un modo di vivere che mi manca.

Tutto é un quadretto di leggerezza e magia che puoi accarezzare solo qui. E se é vero che la sera porti una sottile malinconia nell’aria, é vero anche che é difficile trovare posti dove sentirsi sempre a casa. Valencia é uno di quelli.

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