Tante cose e tanti finali

Si possono fare tante cose strane tornando da un altro sabato intenso in discoteca intorno alle 6 del mattino, quando le prime luci entrano dalle fessure della serranda.

Si può lavare l’auto al primo autolavaggio trovato sulla strada, incrociare in piazza del Carmine un gruppo di pazzi che prendono a calci i palloncini, si può leggere il primo giornale, si possono intrattenere discorsi con gaggi incrociati in uno dei peggiori bar di Caracas per fare colazione, cercare una canzone emozionante dal cofanetto dei cd, si può tornare a casa e rimettere in ordine la musica del pc, caricare i cellulari, fare acquisti su beatport o scrivere una nota.

 

È curioso perché la stanchezza mi assale sempre nel tardo pomeriggio di sabato ed ora, pur avendo un’oretta scarsa di relax tra i due dj set di Zero e il Sesto Senso c’è pochissima voglia di dormire. Eppure si deve, per evitare la solita domenica da cadaveri.

È il mio momento riflessivo-creativo, in cui il silenzio della città è tagliato solo dal  rumore della mia tastiera e dai miei pensieri acidi e brillanti.

 

Siamo gente strana: che si mette a scrivere alle 6, non ha voglia di dormire e si trasforma da serissimo “dottor Nicola Montisci” in un animale della notte, Mister Tixi, non appena gli metti davanti una consolle e qualcuno che balli.

 

Il sabato notte partono le riflessioni settimanali, anzi è già domenica perdonatemi. È tempo ancora di bilanci.

 

Si sono chiuse ieri le lezioni del corso allenatori di calcio a 5 e la prossima settimana si svolgeranno gli esami. C’è da ringraziare Sandro Camba, il nostro segretario della Delegazione calcio a 5 per l’organizzazione e a tutti i docenti: dal mister della nazionale fino a Marco Sannais, per passare a Ezio Lotti, Marco Calligaris, Salvatore Floris, Antonio Marogna senza dimenticare gli interventi di Diego Podda e l’ospitata di Angelo Agus dell’Aiac. Prezioso è stato anche l’aiuto del nostro collaboratore Federico Lanza.

Grazie – ovviamente – anche a tutti i quasi quaranta corsisti (quanti amici, quante facce note e quante nuove conoscenze!) che hanno reso queste due settimane interessanti e piacevoli. È stata anche per me una bella occasione per rispolverare cose già viste tre anni fa, risentirle, rafforzarle e approfondirle. Non si finisce mai di imparare, soprattutto se si è allenatori. E il confronto credo sia preziosissimo.

 

Settimane di “the end” come con la scuola calcio per adulti di via Newton (lo so, vi ho martoriato anche qui con stati ed eventi su fb) che dopo un anno di lezioni ripartirà a settembre. Un progetto a cui io e Diego teniamo molto: non è facile, ma questi mesi sono stati una prova importante per capire tanti piccoli aspetti. Grazie anche qui agli iscritti e alle iscritte Daniela e Manuela!

Tutto finito? Ancora finali: si è chiusa domenica scorsa – con l’eliminazione della nostra juniores dalla fase finale – pure la stagione con la mia società di calcio a 5, il Candio’s Basilea. Difficile per ora conoscere il mio futuro (lo so che molti di voi se lo stanno e me lo stanno già chiedendo…), qualche giorno, qualche settimane e ci vedremo chiaro.

 

Ed ora arriva l’estate. Estate per me è sempre tempo di scelte, tra lavoro, serate in disco e vacanze (pochissime). Partirò, resterò, sparirò, riapparirò. In tempi come questi pensare all’estate come sinonimo di vacanze è qualcosa per pochi. Intanto senza pensarci due volte mi faccio a breve qualche giorno a Barcellona, un’idea nata e sviluppata due giorni fa: sito ryan, prenotazione e si parte. Senza troppi pensieri e perché. Poi forse andrò ad un clinic allenatori a Pesaro e poi confermo (come da sei anni a questa parte) la mia presenza al centro di San Valentino: una tradizione che voglio rispettare, un posto che mi ha dato tanto e a cui devo tanto.

 

Poi le serate: Smaila’s, Sesto, l’Hangover, la prima, ma anche tanti progettini “in divenire”. Altri li ho abbandonati, senza tanti rammarichi. Così come non mi son rammaricato – io di destra – di aver votato Zedda.

Sento una città cambiare, e non è solo per qualche pista ciclabile. Non so se avvertite anche voi questa sensazione. C’era bisogno di aprirsi al mondo e a noi stessi, riportare al centro la gente e rieducare un po’ i comportamenti e il vivere civile. Questa città è malata di presunzione e cafonaggine. C’è tanta strada da fare ma Massimo sta dimostrando coraggio ed entusiasmo. Qualcuno storcerà il naso per queste mie sviolinate politicamente corrette (o scorrette), ma poco mi frega.

 

Buon weekend 😉

 

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