tixiCi sono cose che vanno bene e altre che vanno storte nella vita di ognuno.

Il bello: prendi una bellissima mattinata passata al liceo Scientifico Brotzu di Quartu a parlare, seduto su un banco, davanti a centinaia di ragazzi. 

Argomento: media e informazione. Cose complesse e in evoluzione. Metti il calore, l’attenzione, l’energia che quel tempo veloce (un’oretta) mi ha trasmesso. Ho toccato la scuola, il nostro domani, ho pensato al futuro, all’Italia che rinasce, ai giovani che saranno protagonisti del domani, anzi dell’oggi quasi, vista la velocità con cui tutto cambia.

Uno spazio, l’assemblea, per parlare di quel che accade in Italia, del perché sia necessario allungare le antenne e avere attenzione, dubbio e curiosità per tutto quello che ci dicono. Perché bisogna stare attenti, “è facile governare la gente che non sa nulla e che non crede”.

Riflessioni aperte, senza pretesa che siano verità, ma confutabili, discutibili. Come ogni cosa che dico, lo sottolineo spesso. Non sono un guru di nulla, non sono sapiente o filosofo: sono un cercatore curioso e pazzo. Amo scrivere. Ogni volta che scopro qualcosa mi accorgo che ci sia altro da conquistare e conoscere. Sento tutti i limiti dell’esistenza. E riparte il cammino.

Una mattinata entusiasmante che lava l’amarezza per certe vicissitudini discotecare dove ho notato che il rispetto è a livelli minimi, dove è inutile aspettarsi serietà e professionalità. Tutto gira in maniera illogica e spesso mi chiedo perché ci perdo pure tempo e pazienza. Quindi anche se mi vedete negli inviti, al Cocò non lavoro più. Peccato, ma fondamentalmente chissenefrega. Non posso pretendere che tutto giri bene. Non posso sempre incrociare gente che apprezzi quel che faccio e che si comporti con la stessa serietà e entusiasmo che ci metto io.

Quindi mi tengo le cose buone, le persone, i volti e i sorrisi. Il resto lo possiamo pure lasciare per strada.

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