La seconda storia di oggi viaggia tra Senegal e Inghilterra. Lui si chiama Sadio Mané. È la stella del Senegal, giocatore più caro della storia del Liverpool, capocannoniere della Premier League.

Quando un giornalista gli ha chiesto il suo rapporto con la ricchezza ha risposto:

“Perché dovrei volere dieci Ferrari, venti orologi e due aerei? Cosa faranno questi oggetti per me e per il mondo? Io so cosa voglia dire avere fame, ho lavorato nei campi, sono sopravvissuto alle guerre, ho giocato a calcio a piedi nudi, non sono andato a scuola perché non potevo permettermelo. Oggi con quello che guadagno grazie al calcio posso aiutare la mia gente, ho costruito scuole e uno stadio, fornisco vestiti, scarpe, cibo per le persone in estrema povertà. Preferisco che il mio popolo riceva un po’ di ciò che la vita mi ha dato”.

Lui, al di là del colore della pelle, utilizzata strumentalmente a fini politici e che fa dimenticare che intelligenza, amore, bene e idiozia sono democraticamente diffusi – ci ha aperto gli occhi su soldi, ricchezza e altruismo.

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