RazzismoIl ministro #Kyenge non mi sta particolarmente “simpatico” (uso questo eufemismo) e penso che gli immigrati che delinquono non debbano essere difesi creando così tensione sociale e xenofobia

In questi giorni i focolai dell’intolleranza stanno prendendo vigore. Lo leggi su facebook, ascolti le chiacchierate, lo vedi in tv.

Un qualunquismo inverosimile, alimentato ad arte.

Complici anzi cause, alcune scelte delle amministrazioni, il disagio sociale e i siti farlocchi di news sul web che distorcono certe notizie (ne sono nati alcuni con l’obiettivo, unico, di evidenziare ogni fatto delittuoso che riguarda gli immigrati). Il gioco delle condivisioni e la superficialità di chi legge e non si informa bene fanno il resto, creando un effetto domino di odio e ignoranza.

Ma non dimentichiamo che dietro una minoranza di criminali ci sono tanti disperati che hanno abbandonato casa e terra per cercare fortuna, che hanno rischiato di morire in mare, che qui si sono integrati, che rispettano le leggi, che magari lavorano anche nelle vostre case (e talvolta pure in nero) o nelle vostre aziende.

Pensate se tutto questo fosse accaduto a voi, pensate un giorno di dover andare altrove, attraversare il mare, arrivare in una terra sconosciuta, lontana, dove si parla un’altra lingua, si seguono altre tradizioni, pensateci un attimo: credete sia bello dover abbandonare casa e terra dove si è nati?

Non possiamo generalizzare: è una questione di intelligenza, di ospitalità, di umanità, che non esclude il rispetto delle leggi per chi arriva in Italia, che non esclude che l’accoglienza incontrollata sia un delitto come il rifiuto ad aiutare chi più ha bisogno.

Non dimentichiamo mai che sono sempre UOMINI, magari più sporchi di noi, magari meno belli e griffati, ma UOMINI.
Questo basta e avanza.

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