Questa nota comincia salendo su un pullman per Milano

…e lasciando il centro vacanze dove ho lavorato, San Valentino provincia di Trento, sopra Rovereto e Brentonico.

Strada impervia, quella della discesa, ma l’autista ci va piano. Abbiamo un pullman con una bella visuale, una parte alta con un cruscotto panoramico che ti permette di goderti ancora un po’ di più le ultime montagne.

 

Si parte, ma un po’ di cuore resta inesorabilmente là, come da sei anni da quando nel 2007, grazie ad amici di Cagliari (uno fra tutti, Andrea Versace) tutto è cominciato e ogni mia estate fa rima con San Valentino e Trentino.

 

Vado a Milano qualche giorno, dove da oramai vent’anni vive mio fratello – un Tixi completamente diverso da me – per vedermi qualche vetrina e per alcuni aperitivi e progetti che seguo a distanza.

 

L’Afa milanese che fa annacquare i pensieri. Bisogna sempre rinfrescarli con idee nuove e magari sfide. Accendo l’ipad e comincio a scrivere. Qualcosa la butto giù su un foglio.

Mi guardo allo specchio e capisco che un sogno è finito e possiamo avviare, con un pizzico di stanchezza e un po’ di male nello stomaco e nel cuore, la seconda parte dell’estate. Rifaccio i programmi, passo a salutare degli amici, sfido il calore della capitale meneghina stando in centro nelle ore più calde anche solo ad osservare la gente. Mi siedo su una panchina al solo scopo di perdermi nei pensieri. Poi torno, guardo un film, ascolto musica. Lavo e stiro roba. Bisognerebbe riprendermi: le avventure di Mr. Bean.

 

Volo di mattina. Dopo aver temuto seriamente per il peso del mio bagaglio in stiva, eccomi quindi, abbandonato tra nuvole, a rimettere in ordine pensieri, sogni e semplici impegni di tutti i giorni. Ogni viaggio riordina la mia vita. Il solito vicino curiosa tra quello che scrivo.

 

Esperienze come quelle che vivo ogni anno in Trentino, al di là del lato professionale, hanno sempre un surplus umano ed emotivo che devi tenere per il resto dell’anno. Facile a dirsi, vero? Difficilmente riesco ad emozionarmi così, e voi crederete che io sia un po’ scemo, ma il luogo, la gente, la magia, il fare  che mi appassiona, ti danno una carica fortissima per affrontare tutte le difficoltà che la vita quotidiana ci offre soprattutto in un periodo di crisi come questo. Perché la crisi prima che economica è diventata di affetti, di parole date, di educazione, di sorrisi e di parole come grazie.

 

Taglio diverse cose dalla mia esistenza, altre non le farò più e lancio qualche nuova scommessa. Aspettatevi novità folli, come sempre. Riprendo con i dj set: domenica allo Smaila’s e venerdì 10 si torna all’Hangover al Grace. Sto selezionando anche le mie uscite. Il troppo guasta. So che a Cagliari mi scontrerò con le solite cose di sempre che ridicolizzo nei miei post. Io non ho il dono della perfezione, ma credo di mettermi sempre in gioco senza paura, difendendo le mie idee e non avendo timore di andare anche “contro”.

 

Quindi sarete costretti sempre a fare i conti con me, con i miei umori, i miei slanci e le mie inesorabili cadute. Sono un essere complicato. Ogni cosa per me diventa questione di salvezza e perdizione, non mi passa per la testa che possa essere tutto semplice.

La vita ricomincia, anzi ricomincia l’estate 2.0, il mio secondo tempo. Scivola anche questa estate, è agosto ma sembra già finita. Quando staccherò non lo so. Penso, scrivo, organizzo. Scattiamo una fotografia, qualcosa resterà sempre anche se il tempo corre veloce anche per i ricordi.

 

Grazie a tutti quelli con cui ho condiviso questa prima parte d’estate, grazie in anticipo a tutti quelli che ci saranno da oggi.

 

“cosa vuoi saperne tu di come vivo, in cosa credo, del mio futuro mezzo vuoto e sai che novità, di quanto ancora spero nel domani, in questa musica che sale e che non smetterà. Se vuoi saperne un po’ di più c’è un posto vuoto, siediti qui…”

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