Quant'è facile sentirsi eroisti o colpevolisti

Si discute da giorni sulla colpevolezza o meno di Schettino, sull’eroicità o su un normale gesto del dovere di De Falco. L’Italia ha sempre bisogno dei suoi eroi e dei suoi colpevoli su cui ironizzare, sognare, commuoversi, raccontare storie e riconoscersi.

In questi giorni emergono sempre nuovi elementi: raggiungere la verità non sarà semplice. Qualcuno lo ha già fatto, dalle trasmissioni tv, da facebook, dai giornali. Qualcuno ha già visto chi ha ragione, chi torto. Qualcuno sa già tutto. Qualcun altro, umilmente, aspetta ancora che il corso delle indagini vada avanti e probabilmente sa che la verità non sarà un percorso facile e breve, così com’è il concetto di verità in senso lato.

 

Siamo sicuri però di un fatto: in un evento del genere tutti noi, dal calduccio delle nostre case, saremmo stati dei perfetti eroi. Di schettini in Italia non ce ne sono tanti. Noi siamo tutti De Falco. Nessun dubbio. Neanche per sogno avremmo abbandonato la nave.

Di fronte alla morte in faccia siamo strasicuri di prendere la strada del bene e dell’interesse collettivo.

Peccato che l’italiano medio spesso si contraddistingua per prendere sempre la strada del proprio interesse, nei comportamenti più facili e quotidiani. Siamo così. Traditori e millantatori, pusillanimi e meschini: l’italiano medio però vuol sognare di essere sempre un eroe. Prova almeno a dirlo e ripeterlo fino a crederci davvero.

Siamo però umani: in un caso così, di fronte a una morte in faccia, a eventi ingestibili, nessuno può  sapere come si comporterà: io per primo non so se sarei davvero eroe e codardo. È impossibile saperlo a tavolino. Il proprio coraggio si misura di fronte agli eventi. Non è escluso che per difendere la mia pellaccia non scapperei anche io, in preda al terrore e alla paura, dimenticandomi tutte le promesse e i link di facebook.

Ma, ovviamente, il mondo è pieno di eroi, persone che tra un piatto di pasta e un link su facebook, ci ricordano che resterebbero in piedi anche dopo un cataclisma, che sopravviverebbero a ogni disgrazia e turbamento. Quelli “onore e orgoglio” che non sbagliano, non tradiscono, non fuggono mai.

A proposito di italiani popolo di eroi e di colpevolisti: centinaia di persone in questi giorni prendono un traghetto e vanno sul “set” della tragedia all’Isola del Giglio. Sorrisi, un video, una foto, “ci godiamo l’ultimo spettacolo” dice uno, una coppia si bacia davanti alla nave sofferente e inclinata. Una bella gita come se andassero a raccogliere funghi.

Ecco quell’Italia che discute di Schettino e De Falco tra un piatto di pasta e una connessione di facebook. Ecco la platea dell’Arena di Giletti, i colpevolisti da sondaggio, quelli che applaudono i plastici di Vespa, che aspettano l’ultimo numero di Novella 3000.

Ecco il popolo che ha i suoi eroi e i suoi colpevoli e che dovrebbe insegnare allo Schettino della situazione cos’è giusto e cos’è sbagliato fare quando la morte si avvicina.

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