Care amiche e amici, ebbene sì è giunto il momento di parlarvi di candidature, in particolare della mia candidatura alle prossime elezioni Comunali in programma qui a Cagliari. Sono innamorato di questa città: ci sono nato, ho studiato, vivo e lavoro con grande soddisfazione da molti anni pur con tutte le difficoltà di un libero professionista che ha rinunciato al posto fisso e allo stipendio assicurato.

Non sono certo di meritarlo, ma sono piacevolmente stupito e colpito dal fatto che, in  questi  ultimi  mesi,  molte  persone apprezzino i miei impegni e progetti, le mie idee e riflessioni. Sapete bene che sono impegnato in tantissimi fronti: lo sport con la Figc e le giovanili dell’Atiesse, la discoteca con le serate, l’editoria come direttore di Crastulo.

Sono onorato che questo apprezzamento sia arrivato da persone di diversi partiti e orientamenti, di diversi campi, dalla cultura, dai giovanissimi, dal  terzo settore, dagli studenti, della società civile in generale e dalla politica.

Spesso ho sbagliato i tempi delle scelte. Forse sarebbe stato il momento di candidarmi, forse avrei potuto raccogliere di ben 13 anni di attività in Circoscrizione con il mio partito storico, Alleanza Nazionale a contatto con la gente. Anni bellissimi in cui non sono riuscito di certo a risolvere i tanti problemi di questa città ma almeno – credo – ho cercato con le mie forze, di dare un piccolo contributo alla città in cui sono nato.

Da alcuni anni sono spaesato dagli scenari politici: non trovo più un partito di riferimento, né una corrente, né una collocazione esatta se non quell’area che si chiama di “destra europea” che forse si avvicina a quanto elaborato da Fini, sebbene con tanti distinguo.  Seppure con le prime simpatie iniziali per il progetto Futuro e libertà, non me la sono risentita di rientrare nei ranghi di un partito, tradizionalmente inteso. Non me la sono sentita di riprendere una militanza politica.

La politica per me non ha più una codificazione legata a un partito, specie se i partiti sono quelli attuali: è la persona, la sua dignità, le idee, i problemi, la sintesi. La  conflittualità  della  politica  nazionale  ha fatto macerie: si parla troppo poco delle persone e dei loro problemi e molto delle lotte interne ai partiti e di altri argomenti di poco conto. La gente pare non contare. O meglio conta la massa, la maggioranza, l’elezione.

La gente vuole invece discutere, ascoltare, immaginare, avere indicazioni. Sono nati comitati ed associazioni che hanno preso per mano problematiche e offerto nuovi percorsi di lettura.

I temi sono tanti e non sono più valide le elaborazioni del passato e certi “muri” che ancor qualcuno erige in nome di chissà quale tradizione o identità. Territorio,  lavoro  e  giovani,  socialità  e classi più deboli, turismo, integrazione  e  sicurezza, l’ambiente, le nuove energie, l’ attrazione  di investimenti e l’innovazione, il fronte del Porto e il litorale del Poetto. Credo che ci siano tanti argomenti per elaborare delle sintesi, ma la politica ha un ritardo enorme, se non un’assenza totale.

Cagliari è una meravigliosa città, che non mi sforzo mai di apprezzare: i colori, le luci, il clima, le possibilità e diciamolo anche tanta gente (non tutta, perché sarei un bugiardo). È pur vero che per diventare “città metropolitana” o “capitale del Mediterraneo” c’è ancora tanto da fare, soprattutto nella mente di chi ci abita e di chi la governa, ma va dato merito anche a chi ha amministrato di aver lavorato.

Bisogna però essere anche liberi di poter criticare un’amministrazione per ciò che non ha fatto. Credo che tra i tanti limiti ci sia quello di non aver fatto fare grandi slanci e non abbia aperto una prospettiva sulla Cagliari che verrà, ma si sia limitata a governare il quotidiano lasciando aperte tante ferite. Giustissimo, ci mancherebbe. Ma bisognerebbe fare molto di più.

La soluzione non è dietro l’angolo, chi lo nega? ma una politica che pensa (troppo, forse) alle beghe, ai candidati, ai gruppi che fanno la guerra e non punta a valorizzare le capacità e i meriti, le idee e le prospettive a lungo termine non credo possa aver grande futuro. È destinata a passare e a morire.

E nell’arena politica alla fine, fatta di tifosi che urlano e di cani pronti ad azzannare, non si distingue più chi ragiona da chi digrigna.

Veniamo a me. Credo che molti di voi conoscano la mia storia politica. Movimento sociale italiano, Alleanza Nazionale.

Una collocazione precisa, a destra. Un amore che nasce ai tempi del liceo e poi cresce tra la militanza nei gruppi giovanili di partito e la prima candidatura alle Circoscrizioni nel 1998, ruolo che ho tenuto fino ad oggi dopo ben tre mandati.

Candidatura per le prossime amministrative? Ci ho riflettuto più tempo, ma non ho trovato ragione valida per avanzarla. Forse ho bisogno di staccare una spina, forse devo ammettere che la “mia” idea della politica è superata dai tempi, che oggi i numeri prevalgono sulle idee.

Forse la politica non è “per tutti”, ma solo per chi può (e si sa bene come). Forse anche gli impegni professionali e le necessità di vita non mi concedono più quel tempo per “far politica”. O forse preferisco, per carattere e mentalità, restare fuori dagli schemi e dai partiti per poter essere libero di giocare a tutto campo, forte delle mie idee e convinzioni, ma pronto a metterle in discussione. Una qualità o una mia debolezza, chi lo sa.

Collaborerò con un amico, Gianni Casella, che si candida alle amministrative. Prima che la collocazione, punto sulla persona. Non è un caso che questo “post” lo scriva oggi, il giorno della sua presentazione.

Gianni è una persona nota a molti di noi che frequentano (o frequentavano) il mondo “della notte”, con cui collaboro da anni.

Sono certo che abbia tutte le carte in regola per avvicinarsi, se non per rispecchiare davvero, la figura di un ottimo candidato: serio, onesto, non troppo schierato, non troppo narcotizzato dalla politica (anzi, per nulla, direi), ha saputo realizzare qualcosa di importante nel suo settore, l’intrattenimento notturno, lavorando sempre a contatto con la gente. Prima ancora dell’idea è bastata la storia personale, il vissuto, i fatti. Molti invece prima guardano il barattolo, la cornice, l’idea (non sempre originale).

Quando mi ha proposto la collaborazione ho avuto poca esitazione, pur sapendo che avrei dovuto necessariamente rinunciare a candidarmi.

Non per questo lo sento come un mio addio alla politica. È un addio a “questa” politica, a questo momento storico contingente, per assumere un incarico diverso e mettere a disposizione le mie professionalità e avere dei ruoli diversi.

In chiusura di questa mia  lettera, permettetemi  infine i (forse scontati) ma doverosi ringraziamenti.

In primo luogo a tutti quelli che in questi anni mi hanno sostenuto e votato nelle elezioni del 1998, del 2004 e del 2008 e hanno permesso che io fossi rieletto per ben 3 mandati consecutivi come primo della lista di Alleanza Nazionale nella Circoscrizione di Sant’Avendrace.

Ai tanti amici, amiche e colleghi di ogni schieramento politico e ideologia incontrati nella mia esperienza in Circoscrizione, con cui credo ci sia stato un rapporto di stima e collaborazione che è andato oltre ogni divisione, con molti dei quali abbiamo lavorato nel puro interesse del nostro quartiere.

Ad Antonello Liori, assessore alla sanità, Giandomenico Sabiu, consigliere comunale, al gruppo storico dell’FdG, i vari Paolo, Ludo, Toto, Dario, Sasso, Riccardo, Corrado, Simone, Corrado, Max, Davide, Stefano, Nicola, Fausto senza dimenticare gli altri che sono stati i miei mentori e la mia prima scuola politica.

Anni bellissimi e intensi tra vita di sezione, manifestazioni, convegni e campagne elettorali. Un rapporto con cui continua in maniera cordiale anche se divisi da strade differenti della politica visto che molti di loro, a differenza mia, hanno aderito con convinzione al PdL.

Voglio infine ringraziare tutti coloro che fanno il loro “dovere” quotidianamente a Cagliari in un  periodo,  loro malgrado, molto difficile e incerto. A quelli che lavorano, che studiano, che si spendono nel volontariato, che promuovono l’attività sportiva. Che, in poche parole, offrono dei piccoli ma significativi esempi di vita e che rendono questa città meno indifferente e impersonale di come potrebbe essere.

A tutti assicuro che Nicola o Tixi (decidete voi come chiamarmi!) continuerà con grinta, impegno ed entusiasmo nel perseguire gli importantissimi obiettivi comuni che ci attendono, nell’essere sempre a disposizione nei miei campi d’azione qualora abbiate necessità di un consiglio o di una consulenza o si voglia far parte dei miei progetti.

 

Insomma un momento di pausa politica dopo ben 17 anni di attività forse ci vuole, senza drammi né ripensamenti, perché nella vita esistono i momenti in cui capire e ripensarsi con umiltà e autocritica senza dimenticare che….IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE

 

*perdonatemi per qualche svista ma l’ho scritta in un momento di pausa nella mia auto 🙂

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