Ed eccoci qui, la notte prima della prima di campionato, come chiamo io “notte prima degli esami”.

Inizia ufficialmente una nuova stagione, la mia sesta da allenatore, la quarta all’Atiesse calcio a 5.Domani scenderemo in campo nel nostro palazzetto, il Palabeethoven, contro il Settimo.

Iniziano le ostilità dopo oltre un mese di preparazione.

Una preparazione che, viste tutte le difficoltà, non può che dirsi positiva: un nuovo gruppo, un bel mix tra nuovi e vecchi e la certezza che comunque vada – sapete bene che la palla è rotonda – sarà un bel campionato e noi, l’Atiesse, faremo la nostra parte.

Ciò che mi riempie più di soddisfazione è stata la naturale e personale crescita di molti dei ragazzi che abbiamo. Posso dire senza problemi che qualcuno mi ha davvero sorpreso. Qualche altro è stata una conferma, qualcuno sta imparando via via cosa significhi lo sport di squadra.

Abbiamo fatto dei dolorosi tagli, ma in ogni gruppo è giusto anche fare delle scelte.

Siamo arrivati ad oggi, l’anticipo di un anno che si srotolerà come un tappeto rosso sotto di noi. Starà a noi tutti cercare, per quanto possibile, di farlo andare nella direzione che ci piace di più: non mi dispiacerebbe infatti vedere la mia squadra nelle fasi finali come l’anno scorso, ma soprattutto non mi dispiacerebbe vedere una squadra unita e presente fino alla fine.

Sarà un anno molto duro con molti avversari agguerriti, difficoltà che nasceranno, sfortuna, incomprensioni: e bisognerà combattere ancora più duramente, contro gli avversari e contro noi stessi.

Come penso sempre, il primo avversario siamo noi: la noia, le poche motivazioni, la poca serietà, la voglia di saltare gli allenamenti e di non migliorare. Se batteremo quell’io nascosto e furfante che ci dice sempre “smettila”, “molla”, “lascia”, “chi te lo fa fare?”, se scopriremo invece la magia di vivere in uno spogliatoio, scendere in campo, onorare dei colori, sostenere i compagni, dare il massimo fino all’ultima energia negli allenamenti e nelle partite, avremo fatto un gran passo avanti, al di là del risultato.

Saremo diventati uomini, prima che giocatori.

Obbiettivi raggiungibili, ma solo se tutti saranno anche capaci di sacrificare parte del loro tempo e credere in questo progetto mettendo da parte un po’ di sé nell’interesse del gruppo.

Io ci credo più che mai.

Buona stagione a tutti ragazzi, avversari compresi!

IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE!

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