Esistono tante macchine del fango. Piccole e grandi. Le macchine del fango sono perfette: prendono forma e si attivano per distruggere chi costruisce, chi propone, chi vuole fare, chi persegue un ideale. Sono fredde e calcolatrici. Non guardano in faccia a nessuno. Usano la maldicenza, la critica, l’inganno.

Scriveva Alberoni: “Nel corso della storia vi sono sempre stati i costruttori e i distruttori. I primi hanno coltivato la terra, edificato le città , sviluppato le scienze. Gli altri, in genere pastori incolti ma ottimi guerrieri, hanno saccheggiato e distrutto quello che avevano costruito i primi. I grandi costruttori, gli egiziani, i greci, i romani, ci hanno lasciato un immenso patrimonio materiale costituito da edifici, città , templi, strade e poi scienza, filosofia, letteratura, teatro. I distruttori invece, pensiamo ai goti, ai vandali, agli unni, ci hanno lasciato solo rovine e il ricordo del terrore che incutevano”.

In politica, ma anche nella vita c’è questa immancabile voglia. Alcuni lo hanno come forma mentis. Distruggere chiunque abbia un sogno, un progetto da realizzare. Non si può e non si deve fare.

Saviano è un emblema dell’impegno: ha qualcosa da dire, rappresenta delle idee, vuole smuovere il mondo, attacca un mondo che non condivide. Diffonde parole pericolose. Infastidisce, è odiato, è mal sopportato. Ma non solo dai suoi probabili assassini, dai camorristi. Anche da quelli che dovrebbero apprezzarne la missione ed ergerlo a esempio.

Invece no.

È uno da eliminare, da delegittimare, a cui associare dubbi e maldicenze.

Allora si può anche dire che “andrebbe strozzato chi parla di mafia e di camorra e presenta l’Italia in questo modo”.  Come se la cultura e la denuncia civile fossero un mazzo di chiavi pesante che sta in tasca, tintinna, che bisogna subito poggiare da qualche parte.

Ma siate attenti: di macchine del fango ce ne sono tante. Molte usano anche facebook e i nuovi media. Molti magari sono pure vostri amici e conoscenti che per invidia e gelosia non apprezzano ciò che fate e vi delegittimano in ogni modo.

L’instancabile voglia di gettare fango riempie discorsi e chattate. Ci sono professionisti del fango in giro.

Probabile anche qualcuno che mi legge e si chiede il perché di tanto mio dinamismo verbale, del mio scrivere, del mio attivismo.

Si sa che è mal sopportato, che l’antipatia galleggia.

Ho conosciuto persone che, senza guadagnarci nulla, hanno fatto grandi cose. E sempre, senza eccezione, sono stati attaccati, frenati dai distruttori e sotterrati dal fango.

La speranza è che non solo i Saviano ma chiunque ha un sogno e un’idea, una battaglia da vincere, un amore, una sfida, qualunque sia, continui ad andare avanti. Non si fermi. Sia illuminato dal coraggio e dalla voglia di crederci. Sarà difficile: vi osteggeranno, diranno tutto il male possibile, vi chiederanno di gettare la spugna. L’ho visto e l’ho provato qualche volta.

La forza e il coraggio, la voglia di cambiare e non arrendersi alle asprezze e agli ostacoli sono come l’acqua che scende dalla sorgente: cambiando forma, si adegua ma trova sempre una strada per arrivare al mare e raggiungere gli obiettivi.

 

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