Mixendi e faendi

Faendi

È stato sicuramente un fine settimana che ricorderò, anzi una settimana interessante, ricca di fatti e di nuovi progetti. Non tanto per la stanchezza di tre serate (la maratona Charlie-Donegal-Movida) ma per tante cose da raccontare, per chi vuole ancora proseguire a leggere e farsi un po’ di fatti miei (bastano 2 minuti circa).

Mi permetto di comprendere anche domenica scorsa, 13 novembre, giorno in cui abbiamo concluso il contest dj Mixendi: un progetto nato dal nulla, senza sovvenzioni e sponsor particolari, che è andato benissimo. 27 giovani dj in gara, 3 giorni, una giuria di colleghi, amici e p.r. disponibilissimi e che sono stati al gioco con simpatia e professionalità e la disponibilità di Gianni Casella che ci ha ospitato nel suo locale, lo Zero.

 

Impresa difficile: domenica, giornata che a Cagliari non fa amicizia da un decennio con la parola “discoteca” (pochi di noi si ricorderanno che prima la discoteca di domenica era un “must”), il solito pessimismo cagliaritano, l’idea che fosse una quasi-serata (pensiero che abbiamo subito cancellato ricordando a tutti che era un contest) con i soliti crismi liste-omaggi-vip-tavoli.

 

Un risultato oltre le più rosee attese: un plauso particolare ai ragazzi che si sono esibiti, al mio amico-collega-socio Laddo che ha costruito con il sottoscritto un sodalizio perfetto e un progettino che si ripeterà e a tutti i collaboratori e amici. Conoscendo la serietà, la professionalità e l’educazione di Andrea, persona che ho avuto il piacere di incontrare ai tempi della prima serata Boogie Nights e che ha cominciato a fare il dj affiancandomi non avevo alcun dubbio.

Mi piace citarlo spesso: coinvolto dal sottoscritto in consolle nel lontano 2005 al Charlie, è stato capace di passare da semplice spalla (faceva il preserata) a dj conosciuto in giro. I suoi segreti? “Sfruttare” l’occasione e la fiducia, ascoltare i consigli di una persona più esperta, ma poi essere bravo a costruire un proprio percorso e una propria identità, senza trasformarsi in un mostro (chiamo “mostri” le persone che poi si evolvono in maniera negativa o perfino ti criticano dopo che li hai sponsorizzati) o in un tuo clone. A lui devo – visto che nulla si dà senza ricevere – il coinvolgimento, anzi il ricoinvolgimento nel mondo del calcetto, quando mi propose come allenatore di quel ricordo che fu il Vivarium. Da quel momento, cominciò la mia “carriera” (se così posso dire) di tecnico di calcio a 5.

 

Ma questo post non voleva solo raccontarvi di Mixendi e di Laddo.

 

Potrei parlare di disco, delle emozioni del Charlie e di ogni volta mi calo nel ruolo di dj-animatore in prima, del Donegal dove ieri sono tornato, luogo dove ho fatto le mie primissime apparizioni come dj in una consolle da resident (era il 2000 se non sbaglio). Chi c’era ricorderà benissimo le prime seratine nel locale di via Caprera, magari vi posto anche qualche foto della serie “com’ero” e “come sono oggi”.

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