Spesso mi chiedo quanto vorrei essere un italiano medio come tanti.

Vivrei molto meglio: ignorante, senza pormi dei perché, parlando di argomenti calati dall’alto, votando quello che mi è stato detto di votare, guardando il Tg4 o Uomini e donne, vestendo in modo omologato, ragionando per categorie e luoghi comuni, senza preoccuparmi di ingiustizie che non capitano a me, di quel che succede fuori dalla mia casa, criticando comportamenti che avrò pure io…

Le opinioni oramai non esistono più. Non puoi cambiare idea, non puoi discutere o riflettere. Apprezzare una vittoria del centrosinistra o criticare le scelte del centrodestra significa automaticamente essere un compagno. Bellissimo..

Esiste un’altra destra oltre Berlusconi, legalitaria, repubblicana, laica, con amor patrio e rispetto. Una destra eretica, che ha rotto gli argini (e le scatole a tanti) che ha diritto di esistere. Una destra che dialoga con la sinistra perché costruire un paese significa anche condividere valori e battaglie, fermo restando la propria identità.

Oramai non esistono più le opinioni, solo le scelte di campo. O stai qui o stai là. O ti mangi sta minestra o… Insomma prendere o lasciare. Guelfi e ghibellini. Rosso o nero. La politica che diventa derby continuo, tifoserie e sbandieratori, e non puoi mai allargare gli orizzonti ed esprimere le opinioni. Se l’ha detto Berlusconi è giusto. Se l’ha detto Bersani è sbagliato. O viceversa.

Vorrei svegliarmi senza opinioni, avere sempre la verità in tasca, il bene e il male a disposizione sul cassetto. Invece non ci riesco, ahimè. Dovrò prima o poi farmene una ragione.

 

 

p.s. grazie a Meury per l’input ispirativo!

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