Egregio Sig. Prossimo sindaco di Cagliari,

non so ancora chi sarà lei. Si fanno tanti nomi, indiscrezioni. Qualcuno dice che sarà questo, qualcuno che sarà quello. Molti danno per certo che verrà candidato tizio o caio. Non so se sarà dott, ing, grand uff o lup man.

Il primo dispiacere è sapere che non decideremo eventuali candidati con le primarie, oggetto troppo di sinistra e che avvicina enormemente i cittadini al potere. Una cosa inammissibile, secondo tanti politici, in un tempo dove tutti devono demandare e delegare. I cittadini sono – a detta di certa classe politica autoreferenziale – incapaci, vanno ammaestrati, ammaliati con le promesse, addolciti con qualche capodanno ad effetto.

Eppure mi rivolgo a lei, tra il serio e il faceto, avrà capito, per farle alcune proposte per la sua campagna elettorale e perché no, per quando governerà questa bella città.

Non le chiederò di tenere lo stadio a Cagliari, di portarmi David Guetta l’ultimo dell’anno, di regalare frigoriferi o televisori, di riportare Vasco rossi o di farmi suonare come dj alla nottebianca.

Le propongo qualche umile idea (scritta sinteticamente) da inserire nel suo programma, così non mi diranno che sono sempre combattivo e poco propositivo.

Non mi interessa se lei sarà di destra o sinistra. La buona fede e l’onestà delle persone non hanno colori e ho imparato che gli onesti (e anche i disonesti) sono da tutte le parti. Quindi, una volta tanto, guarderò un po’ più alle persone e ai programmi che alle coccarde politiche.

Non dirò nulla di nuovo, di sensazionale, di originale. So bene che quanto scritto dovrà fare i conti con i bilanci e i patti di stabilità. So bene che chi l’ha preceduto ha avuto meriti e demeriti, come ogni persona. Siamo qui infatti per migliorare, guardare avanti e al futuro. E allora parto con queste proposte…cominci a prendere appunti.

1. Vorremo un Poetto pulito e accessibile. Dove chi lavora abbia la certezza e il dovere di operare nel rispetto delle regole. Un Poetto dove tranquillità per chi vive, rispetto della natura, intrattenimento e turismo si mischino senza crearci coprifuoco o caccia alle streghe. Che sanzioni chi deturpa e disturba, chi sta fuori dalle regole, chi fa l’abusivo (quanti ce ne sono? tanti) ma spieghi a chi vive e osteggia questa condizione che il turismo e l’intrattenimento sono una risorsa, non un danno. Ci sono tanti imprenditori che hanno voglia di investire soldi, che possono dare lavoro e opportunità.

Dopo anni di promesse, è possibile che nessuno prenda una decisione e presenti un piano serio e credibile?

Lo so che siamo tutti per Cagliari turistica, amiamo il Poetto, ecc., ma una scelta, una decisione arriverà mai?

2. Ci salvi dai gaggi. Lei sa bene di chi parlo. Faccia piazza pulita di chi deturpa, con atti e comportamenti, la città. Per gaggi intendo la teppaglia urbana criminale, che non ci permette di girare sicuri, di frequentare locali, di camminare per la città. Di quelli che parcheggiano in terza fila perchè sono della cagliari da bere e tanto sono amici di tutti. Degli imprenditori che calpestano tutto e tutti. So bene che li conoscerà, qualcuno sarà anche un suo elettore ma, la prego. Ne faccia a meno. Ne abbiamo abbastanza.

3. Cancelli le auto dal centro di Cagliari. Ho detto bene: cancelli. Aumenti la pedonalità e le corsie preferenziali. Insegni forzatamente a noi a rinunciare all’automobile. Lo so, le andranno contro tutte le categorie e i cittadini che non possono parcheggiarsi il bolide sotto casa. Le diranno che ammazza il commercio, che uccide, che c’è crisi. Ma Cagliari non può sopportare la quotidiana invasione di auto, l’offesa ai nostri angoli più belli da parte delle nostre scatolette magiche. Glielo dice un innamorato automobilista che appena può prende il bus o va a piedi e nota quanto è bella la nostra città. Ma se la politica non si fa carico delle scelte, non andremo mai avanti.

4. Rifaccia tutte le case popolari. È indecente che la capitale del Mediterraneo abbia palazzi decadenti dove la gente vive in condizioni disonorevoli. Io le ho visitate. Tanta brava e onesta gente non merita questa condizione, non merita bagni e soffitti in queste condizioni. Faccia un piano casa serio, restituisca speranza e fiducia ai poveri.

5. Incentivi lo sport: campi, impianti, palestre, centri culturali e sociali. Il disagio giovanile si combatte creando alternative. Lo sport, più di un concerto o di una festa, sono delle opportunità di incontro e socializzazione unici. Utilizzi vecchi spazi, campi di periferia, rimetta in gioco idee e progetti che sono nei cassetti. Crei nuovi spazi aggregativi dove la gente si incontri, dibatta e si confronti.

6. Non cancelli le circoscrizioni ma le rivitalizzi. Sono il giusto raccordo tra cittadini e Comune. Sa bene che non sono mai decollate perché senza deleghe. Allora si trovi una formula per mantenerle, per non rinunciare al loro potere di proposta e iniziativa.

7. Visto che sono un “esponente” del mondo della notte le vorrei chiedere un confronto serio ed equilibrato su chi vive la notte, operatori e non. Non ci sono solo teppisti, casinisti e malintenzionati. C’è anche tanta gente che seriamente lavora e opera, sia come passione che per professione. Barman, addetti alla sicurezza, gestori, camerieri, direttori, dj, musicisti. Probabilmente anche qualche suo parente o amico è impiegato. Eppure pare che questo mondo non esista e debba essere stigmatizzato alla prima occasione. Basterebbe un po’ più di ascolto, controlli e risolvere l’annoso problema della mancanza di autobus notturni.

E infine, dia spazio alla voce della gente, alle nuove energie, a chi ha a cuore questa città. Combatta l’egoismo e l’indifferenza con scelte coraggiose, non con i soliti noti. Ascolti i comitati, le associazioni, i gruppi di cittadini anche se non sono del suo colore politico. Si circondi di professionisti, professori, tecnici, non di utili idioti e portaborse. A Cagliari serve gente illuminata, non azzeccagarbugli.

Esca dalle regole, eviti la concertazione immobile e lassista, proponga un patto sociale diverso, una vision di città che ci manca. Per vision intendo una prospettiva e un orizzonte di dove sta andando la nostra città. Tempo fa si è parlato di “Capitale del Mediterraneo”. Ebbene sì, riempia di contenuti questa espressione.

Troppo spesso abbiamo visto alcuni amministratori calati dall’alto e poco interessati se non alle piccole beghe.

Ma Cagliari merita di più. Non tanto la serie A di calcio (lo so, sono impopolare) quanto la consapevolezza di rappresentare qualcosa di più di un capoluogo di regione che (forse) fino ad oggi non si è accorto nemmeno di essere.

 

È una lettera aperta, sono graditi commenti, proposte e critiche!

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