C’è un modo di fare, un modus agendi, che pare piaccia a tanti, politici e non. Quando non riesci in qualcosa, quando temi di non essere all’altezza, quando hai di fronte un antagonista forte e temibile e sai che la partita si può perdere, fai così: comincia a sollevare polveroni, chiacchiere da salone di bellezza, avvelena l’ambiente, muovi accuse e illazioni per cercare di svergognare il tuo avversario. Qualcosa riuscirà.

Succede in ogni settore: nello sport, nel lavoro, nella vita, in politica. I mezzi sono i soliti: il giornale, la tv, facebook.

L’importante è spararla grossa, tirare la pietra e nascondere la mano. La smentita poi non avrà lo stesso effetto della sparata, siatene certi.

Le amministrative ce l’hanno dimostrato. Non vi sarà sfuggita l’uscita del sindaco di Milano Moratti sulla condanna a Pisapia, tipica di certa politica forcaiola, cialtrona e superficiale.

A Cagliari, la replica del teatrino: le illazioni che aleggiano sulla mancata laurea del candidato sindaco Massimo Zedda, in modo da farlo apparire “un mantenuto”. Zedda non si è laureato, ma è un ragazzo che a differenza di tanti politicanti dell’ultima ora, si è appassionato fin da piccolo di politica raggiungendo anche traguardi importanti. E’ un’accusa infamante?

Strada diversissima dalla mia, come tanti amici e amici di sinistra con cui mi ritrovo qui e dal vivo a parlare amabilmente di politica e massimi sistema. Ma stima personale, quella sì, per lui e per chiunque persegue un’idea a differenza di chi insegue il potere fine a se stesso, come tanti altri senza sapere nemmeno dove si trova.

Come se gli ambienti che muovono accuse, poi, abbiano dimostrato di sponsorizzare la meritocrazia. A questo punto bisognerebbe fare anche il conto delle lauree tra centrodestra e centrosinistra, dei mantenuti e dei nullafacenti, siamo sicuri che la vittoria sarebbe nostra?

Quando si è in pochezza di argomenti, quando si vuole mettere ko un antagonista, ecco ricorrere al fango. In questi anni lo abbiamo visto sui giornali e in tv. Metodo Boffo insegna. Utilizzato puntualmente contro chi si muoveva contro un centro di potere.

Non so come andrà a finire al ballottaggio ma penso che la gente seria, chi fa politica in primis, debba parlare di argomenti importanti, debba elevarsi dal crastulimine. Lo deve fare soprattutto chi ha la responsabilità amministrativa di una città e vuole tenerla. Lo deve fare chi vuole “colpire” l’elettorato pensante. Altrimenti parliamo di chiacchiere da mercato in cui tanti hanno dimostrato di essere più bravi (non ci vuole poi tanto…) che nel fare elaborazioni politiche e progetti.

Chi mi segue sa che, pur avendo una cultura che proviene fortemente dalla destra,  da tempo ho deciso di stare con gli uomini e non con i partiti e di giudicare solo in base all’operato e non ai pregiudizi. A costo anche di scontrarmi con amici e camerata che hanno seguito strade differenti dalla mia, sposando il progetto PdL.

Comunque vada, l’insegnamento rimane questo: in quest’Italia disastrata, della rissa continua in ogni campo, in politica e nella vita, non si costruisce distruggendo. Abbiamo bisogno di gente che metta ponti, non eriga muri e barriere.

State certi però: i costruttori della nuova Italia non saranno di certo i laureati in…chiacchiere!

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