Stamattina sono stato ospite dell’assemblea di istituto dell’ITIS Giua di Cagliari. Argomento vastissimo: giovani e politica e giovani del mondo. Come per ogni assemblea che si rispetti, non tantissimi i presenti ma discussione davvero interessante.Ho parlato della mia esperienza politica, del mondo dell’informazione e della necessità di essere tutti consapevoli e partecipi del mondo che ci circonda. Ne è nato un interessante dibattito in cui sono intervenuti anche studenti e professori, compreso il preside.

E così si è parlato dell’utilità o meno delle assemblee e della partecipazione. Quali assemblee? Vuote e noiose? Ripetitive e senza stimoli? Occasione per mancare?

Partecipazione, termine importante. Su questo termine ruota molto dell’attualità: necessità che tutti siano consapevoli di quanto accade attorno e che non lascino che altri scelgano.

Partecipazione come critica, intervento, proposta.

La sensazione è che oggi si punti al disimpegno, alla noia, al lasciar fare ad altri. Costa troppo, prende tempo, ruba risorse ed energie. Invece è il primo passo verso il decadimento della società.

La scuola ha un compito fondamentale: educare e rendere partecipi di tutto. Valorizzare chi ha voglia e stimoli.

L’ignoranza – che molti esaltano a “modello di vita” – sta creando massa e nella massa, diceva una docente, nessuno potrà dare il meglio di sé perché non ha incentivi per migliorare.

Quindi l’unico modo per arginare lo strapotere del nulla che avanza sarà partecipare, ad ogni livello, in ogni modo.

 

Non posso allora che citare quella bellissima canzone di Gaber che rieccheggiava così…

“Vorrei essere libero? libero come un uomo!

Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza,

e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,

con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo,

è convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà?

LIBERTA’ È PARTECIPAZIONE

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