La cosa più importante (fintivip e dintorni)

(Note per fintivip, veri vip, persone reali e semplici lettori)

Ho parlato tantissime volte di un personaggio (e non solo) che si chiama fintovip. Ho delineati i tratti, raccontato le sue vicende, scherzato sulle sue manie con stati, articoli e riflessioni. 

Un personaggio che, dicono i miei amici d’oltremare, si trova anche in altre città.

 

Qualcuno mi ha preso come moralizzatore del cavolo, altri come ossessionato dal fintovip, altri ancora come un povero che odia i ricchi,  altri (per fortuna) hanno capito il gioco e mi hanno offerto tante utili indicazioni per i miei ritratti. C’è chi si è offeso di brutto, chi si è sentito toccato e non mi parla più ma c’è anche chi ha riso di gusto. Fa parte della satira e dei rischi di chi come me scrive: mettere a nudo le nostre ossessioni, le mode e i costumi e provocare reazioni.

 

Non so se il fintovip possa incarnarsi. È un prodotto del laboratorio della mia mente, anche se c’è certamente chi si avvicina maggiormente e chi si allontana.

 

Chi è il fintovip? Riassumendo è il tipo ossessionato dall’apparire, chiacchierone e un po’ imbroglione, presuntuoso e arrogante. Il personaggio-medio da “lei non sa chi sono”, che vive nella paura di non esserci dove c’è “situazione”, con la macchinina da sfoggiare, la fidanzatina da sballottare, l’ esperto di tutto all’occorrenza.

Quello della Cagliari capitale del Mediterraneo, un po’ fintofascista, di destra (quella che crede lui) ma inconsapevole (ma non ha mai aperto libro), un po’ trasgressivo quando serve, un po’ da jet set a su Poetto, cagliaritano che fa il milanese. Quello del chiagliari la domenica, la schedina, la palestra per mostrare il fisico, l’unione e i crastuli della mattina, il tavolo al privè, caffè e mezza minerale, barca degli altri, vip privè e bottigliona con foto su istagram, poi mangio carrube per una settimana.

Quello che paga a rate amicizie e amori, mocassino e pashmina, slippino e crema abbronzante tutto l’anno, che ostenta se non ha, che tutto compra, che tutto sfoggia, che tutto mostra su facebook, che si attacca come una cozza a gente più importante per sentirsi qualcuno e veste alla moda anche a costo di apparire ridicolo, che in ogni momento guarda il prezzo più che il valore delle cose e delle persone.

Potrei aggiungere tanto altro ma queste sono le coordinate, reali e un po’ truccate, del fintovip alla mia maniera, con tutte le varianti del caso: fintovip balneare, fintovip da viaggio, fintovip discotecaro, genitore fintovip, fintovip in viaggio, fintovip universitario ecc.

 

C’è sempre un po’ di fintovip in tanti di noi, me compreso.

Ma c’è un ma…lo sapete? Il mio non è una manifesto contro la bella vita, il far denaro e godersi l’esistenza. Ben vengano. Il mio è un messaggio subliminale ma non troppo (e chi sono io per darlo?): ricorda sempre quali sono le cose importanti della vita.

Se hai la possibilità, Guida pure una Porsche, vesti Prada, compra solo nei negozi migliori, vai in barca, guadagna e spendi i soldi, tutto questo è piacere e non devi sentirti in colpa (anche che ci sono dei ricchi di una volgarità e di un’ignoranza senza confini, con donne rifatte e figli di plastica).

 

Il messaggio è: non perdere di vista le cose importanti, quelle cose che non sono in vendita, non sono in vetrina, ma che fanno di te un vero vip. Le tue idee, le amicizie, il rispetto del lavoro altrui, i piaceri semplici della vita, la solidarietà, gli altri, chi può meno di te.

Amare la bella vita è splendido. Non si può vivere di soli eccessi e esteriorità. Tutti ne abbiamo. Sono i nostri piacevoli vizi, i nostri peccati, le nostre insicurezze portate all’estremo. Nessuno è perfetto.

 

Quando la vita si riduce solo ad essere un fintovip alla ricerca di qualcosa finisce la bellezza e tutto diventa un triste show in cui si è dei pagliacci che recitano un copione ancora più triste.

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