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DENTRO IL MONDO TIXI

Intervista al nostro direttore Nicola Montisci

 

(leggila sul portale

http://www.crastulo.it/appuntamenti/2238_dentro+il+mondo+tixi.html)

 

Non si può dire che la sua vita sia noiosa. Tra giornalismo, sport e attività di dj in discoteca il nostro direttore Nicola Montisci (conosciuto anche come Tixi) si racconta affrontando un po’ tutti i temi.

Cominciamo un po’ dal nostro portale, Crastulo.

Il sito gode di ottima salute e da poco il nostro editore Stefano Cruccu, l’anima e il creatore del progetto, ha lanciato anche Scontu.it (www.scontu.it). In un momento di crisi proponiamo la possibilità alle aziende e attività di farsi conoscere e proporre sconti.  Al tempo stesso i nostri utenti possono approfittarne e risparmiare. Vi assicuro che ci sono offerte davvero importanti.

Crastulo, numeri alla mano, è diventato da tempo più che un “sito di foto”, come qualcuno malignamente ci definiva. Un punto di riferimento, presente in tantissime manifestazioni ed eventi, una realtà consolidata. Centomila visitatori unici mensili, 7 mila al giorno, 30 mila nella pagina facebook (https://www.facebook.com/crastulo.it), 30000 iscritti alla newsletter, il magazine e i 20 mila iscritti di Scontu. Credo che queste cifre parlino da sole.

 

Cosa ci attende nei prossimi mesi?

C’è la volontà sempre di aprire nuovi fronti e collaborazioni e creare un network di “amici” che parlino la stessa lingua. Da qualche settimana siamo partiti con la trasmissione su Radio Press ogni venerdì dalle 16.30 condotta dal sottoscritto insieme a Stefano Cruccu. Poi c’è il venerdì la pagina di appuntamenti su Sardegna quotidiano.

Speriamo a breve di ufficializzare nuovi partner commerciali con cui fare tanta strada assieme. Intanto vi invito a controllare le nostre pagine tematiche su facebook e a tenervi pronti alle offerte e ai concorsi per vincere cene e biglietti omaggio.

Insomma lo staff, i bravissimi Stefano, Barbara, Lello, Valentina, Daniela, Ale e Anna e il sottoscritto sono sempre all’erta per vivacizzare il web con qualche novità.

 

Domanda oramai classica. Ti muovi su tanti campi, oltre a Crastulo: redattore del quotidiano Sardegna24, scrivi anche sul blog Tiscali, sei allenatore di calcio a 5, dirigente della Figc, dj, animatore estivo….qual è quella che senti più tua?

Non ho ancora capito quale sia e come definirmi! Diciamo che ogni mia attività è legata a tutte le passioni che avevo da piccolo. Scrivere, la musica, lo sport, organizzare, animare… non c’è nulla di nuovo. Ovvio che se riesci a fare tue passioni un lavoro non puoi che essere felice, anche se sono tutti campi dove è difficile farsi valere.

Spesso ti devi scontrare, altre volte rinunciare, altre ancora hai a che fare con persone che sviliscono il tuo lavoro, sbatti contro tante porte chiuse, sei un “imprenditore di te stesso”. Ti devi dotare di una buona dose di pazienza e umiltà, su queste non sono proprio un campione, non guardare l’orologio e non dimenticare mai che il tuo successo e fortuna passano per altre persone e anche per coincidenze e scelte. Nel mio caso, chi mi dà fiducia, chi viene alle mie serate, chi mi legge, chi investe su di me e mi sopporta. Li ringrazio. Poi c’è chi ti mette in discussione: ti dà la grinta per far meglio.

 

La passione per la scrittura come è nata?

Fin da piccolo, nei giornalini di quartiere, per poi entrare nelle prime redazioni. Una persona a cui devo molto, tra le tantissime, è certamente Antonello Lai, ideatore di Match e Dylo e ora responsabile di Diario Sportivo: mi diede una grossa opportunità. Non vanno mai dimenticate le persone che ti aiutano, ce ne sono tante nella vita di ciascuno, alcune le incroci, altre le perdi purtroppo.

 

Torniamo alla tua professione di giornalista: la realtà di oggi si chiama Crastulo, Tiscali e Sardegna24. Scrivi tanto, anche sul tuo profilo facebook, su tanti temi, spesso anche con toni polemici, come mai?

Credo che facebook sia uno strumento unico di comunicazione. Ovviamente con tutti i suoi pregi e difetti se lo si usa, e se lo si usa intensamente. Da solo non basta se però non si dà un contenuto e uno spessore a ciò che si dice o scrive.

La mia è una ironia mista a rabbia, chiamiamola così, che nasce da un amore per la mia città, la mia isola, e la voglia di cambiare, forse il grido di una generazione, quella nata negli anni ’70, che ha studiato e si è mossa senza aver certezze, tradita e messa da una parte. Per alcuni sia troppo giovani, per altri troppo vecchi. Si stigmatizzano certe mode e certi atteggiamenti, ma mai, dico, mai, le scelte intime e personale. Spiace che qualcuno non lo capisca…

Lo scrivere è un modo anche per liberarmi delle tossine, creare consapevolezza della realtà attorno cercare di dare il mio contributo, per sollecitare il dibattito e la riflessione. Ma, sia chiaro, non sono un portatore di verità assolute o di filosofie, anzi… ne cerco continuamente con grossissime difficoltà. Mi sento semplicemente uno che osserva, racconta, che si mette dei dubbi e dei “perché” e li condivide con altri che vogliono fare lo stesso, in libertà.

 

Questo è un anno di cambiamenti sul fronte delle tue passioni, come il calcio a 5. Sei passato a nuova squadra con cui collaborare (il Basilea).

Mi sembra un po’ la storia di Pirlo alla Juve. Ci sono momenti in cui i cambiamenti sono necessari. Magari temporeggi finché i rapporti non si incancreniscono, però poi ti accorgi che hai perso tempo. Ecco che ci vogliono nuove motivazioni. Un esempio arriva dalla mia esperienza da allenatore, in cui ero giunto a un vicolo cieco: continuare dov’ero all’Atiesse o fare un salto di qualità, affiancandomi magari a chi, in virtù della propria esperienza, poteva darmi nuove informazioni. In poche parole imparare da chi ne sa di più, che sia Diego Podda, Chicco Cocco o la società di Massimo Fronteddu.

Bisogna anche sapersi rimettere in gioco e non perdere occasione per imparare. Ecco perché il Basilea. Senza rinnegare o dimenticare una maglia e un ambiente, come quello dell’Atiesse Quartu: anni splendidi dove credo di aver dato e ricevuto tanto, tanti giovani che ci hanno seguito in questo progetto, problemi non ve ne dico, spesso anche delusioni da parte di persone che dovevano comportarsi diversamente dal punto di vista professionale. È giusto dirlo, ma bisogna salvare le cartoline positive, quelle emozioni che solo lo sport sa dare. Ed ora si ricomincia…

 

Sul fronte disco e djing il presente si chiama Gold Fashion di Andrea Gasbarri e non solo…

Una collaborazione che sembrava casuale, nata proprio a un Crastulo party al Buddha, si è rivelata un bel sodalizio. Apprezzo molto la sua serietà e voglia di fare e anche la facoltà di non prendersi mai troppo sul serio . Qualche volta abbiamo anche delle divergenze, ma è normale che accada. La dialettica fa crescere tutti. Ha creato in questi anni un bel gruppo che credo possa solamente crescere se le scelte saranno azzeccate.

Confermatissima anche la collaborazione con Gianni Casella per le feste, con Andrea De Carlo, Giannicola Schintu e i ragazzi della prima. Nelle onenight invece da quasi 2 anni sono con lo staff degli amici del Todos in delirio, con cui oramai compiamo due anni di collaborazione. Senza dimenticare le collaborazioni, anche se brevi, con Cube di Massimo e Jko e tutti gli amici e p.r. incontrati per strada, ma anche quelli, giocoforza lasciati, compresi alcuni locali.

 

Torniamo indietro di qualche mese. Com’è andata quest’estate nei locali notturni?

Bene. Lo Smaila’s di Villasimius, grazie a uno staff organizzativo di prim’ordine e alla novità che incarnava, è andato oltre ogni più rosea aspettativa. Ringrazio Andrea per la fiducia. È stata un’esperienza importante perché lavorare con due dj come Dario Prefumo e Fabrizio Mereu è una opportunità per imparare e confrontarsi.

Durante la stagione l’innesto di Andrea Caula come vocalist è stato decisivo. C’era anche il Sesto Senso, quasi “una seconda casa” e la prima del Lido i cui i numeri sono stati sempre grandiosi e le emozioni non sono mai mancate.

In generale però ho notato che il mondo della notte sta soffrendo la crisi, sia perché la gente ha meno soldi da spendere sia perché c’è disaffezione. Eppure il ballo resta sempre un rito magico.

L’estate – dimenticavo – è stata anche una bella esperienza, come da 5 anni a questa parte, in un ruolo di responsabilità in un centro vacanze in Trentino che si chiama San Valentino, con gli amici di Tennisvacanze, un altro di quei posti dove mi sento sempre a casa.

 

Come è cambiato in questi anni il tuo modo di fare il dj e com’è il mondo dei dj?

Conto gli anni e sono oltre undici che ci bazzico dentro, con la stessa passione ed entusiasmo delle prime feste di laurea. Il mio modo di fare il dj è cambiato. Mi sento un dj atipico, più forse un animatore. Ciò ti fa rendere agli occhi di tanti simpatico e antipatico, ma fa parte del gioco essere al centro anche delle critiche. Ci sono tanti colleghi molto più bravi da cui non puoi che imparare. Credo di aver avuto anche una grande fortuna mista alla capacità di tener duro. Le stagioni dei dj sono spesso ricche di alti e bassi.

Penso a un mio dj set come espressione del singolo: suono ciò che mi sento, mi lascio trasportare dalle note, rifiuto i canoni tradizionali, cerco sempre di variare selezione di bravi e modalità. Compongo e ricompongo le serate  a seconda di sensazioni, gente, locale, stagione. La mia fortuna è poter lavorare con una fascia di pubblico larghissima a livello d’età e con organizzazioni che mi hanno sempre lasciato una grande libertà espressiva. Quella che io cerco in ogni situazione in cui mi confronto.

Il mondo dei dj e delle disco è pieno di luci e ombre: polemiche, critiche, veleni ma anche serate indimenticabili. Ti devi sempre mettere e rimettere in gioco perché basta poco per uscire dal giro. Amo il contatto con il pubblico e le situazioni dove si viene per ballare e divertirsi non per far vetrina.

 

Consigli ai più giovani?

Di non saltare le tappe, di ascoltare, è un gioco di parole, i consigli. Ci sono tanti giovani dj che, pur essendo bravi tecnicamente anche se inesperti dal punto di vista delle scelte e della cultura musicale, peccano nei rapporti umani e professionali. Basta facebook e una fascia di “mi piace” che diventano “padroni del mondo”.

 

Sulle puntuali polemiche del mondo della notte vuoi dire la tua?

Ho detto e scritto tanto. Aspettiamo e speriamo che sia il momento giusto, dopo tanti conflitti, in cui locali, amministrazione comunale e comitati di cittadini cominciano a dialogare per mettere nero su bianco le basi per una città turistica.

L’intrattenimento è una voce più importante di quanto si pensi, dà lavoro a tanti, soprattutto giovani, produce reddito, troppo spesso lo si associa a gente che fa casino. Quella è la parte marcia, ma c’è in ogni parte della società non dimentichiamolo.

Però spesso leggo su facebook appuntamenti ed eventi con informazioni talmente gonfiate e farlocche che nessuno ci crede più o vedere consolle-condominio che vengono costruite sull’idea del numero di persone che ogni dj porta e non sul valore di quanto propongono. Senza parlare di omaggi che scadono dieci minuti dopo, servizi annunciati e poi mascherati da altro all’ultimo momento, impianti audio scadenti. Non credo che avvicinino la gente alla discoteca…. È una constatazione di fatti. Poi ognuno sceglie e decide come vuole, ma il cliente così si allontana.

 

È  interessante invece chiederti la tua svolta politica….da fervente sostenitore del centrodestra ad apolide di destra. Incoerenza? Sfacciataggine?

Quante discussioni e polemiche… Con la fine di Alleanza Nazionale, per cui ho rivestito il ruolo di consigliere circoscrizione per tantissimi anni, non ho preso la tessera del Pdl, tenendo sempre una posizione esterna e fortemente critica. D’altronde per me la politica, fin da quando ho militato nei gruppi giovanili e ho avuto la possibilità di fare il consigliere di circoscrizione, è stato servizio e non professione o ponte per trovarmi lavoro.

Oggi come oggi, pur arrivando da una cultura di destra e sentendomi vicino, ma non troppo, alle scelte di Fini, a cui va imputata questa divisione ma va dato atto di aver fatto mea culpa, sento che la divisione destra/sinistra è un superata, bisogna andare oltre, riportare al centro l’uomo e le sue prospettive, i diritti, la cultura, il lavoro e l’ambiente. Bisogna ragionare al presente e al futuro e slegarsi da stupide divisioni che non tengono conto dei problemi reali. Si è aperta per me una nuova fase umana e politica in cui guardare e percorrere strade nuove, leggere libri di altri autori, forte delle idee che ho avuto. Idee che non sono una gabbia o un limite, ma un punto di partenza da sviluppare. Molti la vedono come un tradimento, ci ho perso anche qualche saluto e opportunità, guadagnato altri saluti di amici con cui ci guardavamo in cagnesco, altri come incoerenza. Io proseguo senza mettermi problemi dei giudizi altrui.

 

Come hai visto l’arrivo del sindaco Zedda in via Roma?

Sono sorpreso ma compiaciuto per quanto Zedda abbia moltissime differenze con me. Cagliari ha dato un segnale importante: voleva qualcosa di nuovo, senza badare alle etichette. Lui, mio coetaneo, ha preso i voti di tanti, non solo di sinistra. I cambiamenti sono importanti perché rimettono in gioco tutto.

Ho seguito con attenzione la campagna elettorale, sostenendo l’amico Gianni Casella (che era candidato nel centrodestra) ma tenendo aperto l’interesse per la contesa del sindaco. Zedda ha trovato linguaggi e modalità nuove. Onore e merito anche a Fantola che si è dimostrato dall’inizio alla fine, un signore.

Il sindaco ha una grande opportunità: far muovere una città sonnolenta e ingessata e far capire che la nostra generazione può avere spazi che tanti ci negano trattandoci sempre da eterni immaturi e ragazzini. Per farlo, dovrà dialogare con tutti e smarcarsi dal modo tradizionale di far politica. Difficile dirlo con pochi mesi di amministrazione, ma le premesse sono positive.

 

Quali progetti per l’autunno e l’inverno?

Oltre alle serate in discoteca, sono reduce, insieme all’amico-dj Andrea Laddomada, dalla seconda finale del Mixendi, un contest che abbiamo tirato su in poco tempo e che ha visto esibirsi ben 27 dj giovani ed emergenti (http://www.crastulo.it/appuntamenti/2556_zero-mixendi+2011%2c+domenica+13+l%27attesissima+finale+allo+zero.html). Domenica 13 novembre abbiamo la finale: inutile dire che siamo soddisfatti dei riscontri e ringraziamo i ragazzi che hanno partecipato con grande sportività e chi è venuto allo Zero.

Sul fronte sportivo, con l’amico allenatore Diego Podda e con il preparatore Marcello Cominu, abbiamo aperto in via Newton una scuola calcio per tutti quelli che vogliono imparare o semplicemente divertirsi e tenersi in forma. È aperta a tutte le età e i livelli (http://www.crastulo.it/appuntamenti/2236_scuola+calcio+per+tutti+a+cagliari.html) Con la Figc e con il Comitato Regionale stiamo ripartendo con “Ci facciamo in 5”, il progetto di promozione del calcio a 5 nel territorio e nelle scuole curata insieme ancora a Diego. Senza dimenticare il torneo di calcio a 5 Futsal Games 2012, il Redbull street soccer, il clinic allenatori di calcio a 5 e chissà che altro ancora uscirà dalle nostre menti in subbuglio.

Idee ce ne sono tante, difficoltà ugualmente tante. Viviamo in una città dove muoversi e fare qualcosa crea fortissime antipatie, è un paradosso ma me ne sono accorto! Ma ce la faremo, fermo restando che sono disponibilissimo ad aiutare, consigliare e collaborare con chi vuole far qualcosa nei “miei” campi d’azione.

 

Da cosa si nutre tanto entusiasmo?

Dal piacere di fare sempre qualcosa, anche di nuovo, dai libri e dalla voglia di migliorare la mia città e coinvolgere le persone. Se si riesce bene, se non si riesce è comunque esperienza per far meglio la volta successiva. Poi è bellissimo permettere anche ad altri di far parte dei progetti e realizzare qualcosa, magari anche con un consiglio o con un contatto giusto.

 

L’ultimo libro letto?

Quello di Paolo Fresu “Musica dentro”. Una storia straordinaria di un sardo come noi che è riuscito a far valere la propria passione partendo da un piccolo paesino e da tanti sacrifici. Un modo anche per ascoltare la sua musica e scoprire un universo nuovo. Non si finisce mai di imparare e rialzarsi… questo è l’insegnamento! E come dico sempre, “il meglio deve ancora venire”!

 

Un sogno a pochi giorni dal tuo compleanno?

Riuscire a scrivere un libro. Ho tanti appunti e pensieri, ma vuoi per inesperienza, vuoi per incapacità, vuoi per poltronaggine, non riesco mai a mettere assieme tutto in qualcosa di organico. Poi chissà se avrà un valore…

 

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MIXENDI, CONTEST DJ

http://www.crastulo.it/appuntamenti/2556_zero-mixendi+2011%2c+domenica+13+l%27attesissima+finale+allo+zero.html

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SCUOLA CALCIO

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S.C.

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