Classiche scolaresche italiane a Barcellona. Professori sudati e incazzati che propongono musei che a nessuno interessano, ragazzi che abbordano spagnolette parlando con la s finale in ogni parola o tentano improbabili autoscatti per documentare di aver cuccato all’estero mentre aspettano la visita al Camp Nou per farsi la classica foto nella sala stampa tipo cempionsleague o quella in campo e comprarsi la classica sciarpa del Barça, ragazze fintevip che guardano solo vetrine Gucci e preparano coddongi (intrallazzi sessuali, per intenderci) segreti in stanze d’albergo spacciandoli per innocui pigiama party (poi ne vedi gravidanze inattese e gente che torna con un passeggero in più).

C’è poi l’immancabile compagno nerd fotografo ph che immortala tutto e poi tutti vestiti di marca, tutti bellissimi, profumatissimi, gelatissimi, toghi, tutti Hogan, Gucci, Moncler, Timberland, Napisan, pobaland.

(Anche noi eravamo così ma per le gite ci portavano massimo a Laconi e a Barumini con i pullman Dedoni).