Per i politicanti del PdL che amano definirsi di destra, aventi memoria corta, un po’ di riflessioni…. magari si può riconoscere anche l’attualità di certe tesi!

PREMESSA ALLA NUOVA EDIZIONE DELL’APPELLO AI GIOVANI EUROPEI (LEON DEGRELLE)

(…)
Gli spazi di libertà si sono vieppiù andati restringendo, il sistema della menzogna ha ulteriormente ampliato il suo dominio, le coscienze di tutti sono sempre più disarmate e ridotte all’impotenza di fronte ai falsari mediatici: che riescono, ancora una volta, a far passare i carnefici per vittime, e viceversa.
Lo smembramento della comunità umana sembra aver raggiunto un punto di non ritorno, il conflitto interetnico ed interreligioso è diventato l’unico elemento caratterizzante la politica internazionale e, con la scusa della lotta al terrorismo, si fanno passare provvedimenti legislativi scandalosi, senza che l’opinione pubblica abbia la minima percezione di ciò a cui la si sta conducendo.

Su alcuni argomenti si può e si deve scherzare, ridicolizzando ciò che per altri popoli ha un valore diverso da quello che possiamo attribuirgli noi. Si può essere scettici e dubbiosi perfino sull’esistenza di Dio o sulle radici spirituali e non scimmiesche dell’umanità; ma su alcuni tabù democratici, guai ad avanzare il pur minimo dubbio o esitare!

I custodi e gli officianti del pensiero politicamente corretto sono i prezzolati servitori del potere mediatico (stampa e televisione) – senza il quale non esistono i fatti, non esistono le persone, non esistono le verità –, i quali traggono il loro esagerato sostentamento dal club dei miliardari, proprietari di testate, case editrici e reti televisive, che hanno tutto l’interesse a condurre l’umanità sul loro terreno di caccia.

Per noi, i nostri figli ed i figli dei nostri figli si prepara un destino da vittime designate. Destinati a vivere da innocui produttori e consumatori, senza identità e senza tradizione, senza un progetto che trascenda la singola esistenza biologica e le sue misere necessità animali. Destinati a mischiarsi fino a perdersi e scomparire nel mare magnum della società multirazziale; puntando dritti e senza ripensamenti al conseguimento del paradiso dei bastardi.

Affinché tutto ciò non sia subito passivamente, e non venga – con rassegnazione, quando non con speranzosa attesa – percepito come sviluppo ineluttabile del divenire storico, bisogna che appelli come questo di Léon Degrelle, ed esempi di vita vissuta contro e al di fuori del conformismo generale, come la sua e quella di tanti altri combattenti dello spirito – passati, presenti e futuri –, vengano diffusi e rilanciati. Soprattutto fra le giovani generazioni, al fine di risvegliare le coscienze sensibili di coloro che non vogliono e non possono rassegnarsi ad un modo di vita che a loro non appartiene e non apparterrà mai.

Fra le nobili figure che votarono il proprio essere e la propria esistenza al riscatto del proprio popolo, Léon Degrelle è stato quello che, sfidando il tempo, è rimasto fino all’ultimo a gridare in faccia ai “buffoni democratici” la loro pochezza e la loro falsità. Questo Appello di Degrelle rappresenta una consegna, quella definitiva, del Condottiero del fronte dell’Est e del Capo di Rex. Una sorta di testamento spirituale indirizzato a quella parte delle giovani generazioni europee non ancora sprofondate nel pantano esistenziale contemporaneo.

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