imagesVolete le prove di come le amministrazioni facciano poco o nulla per il turismo?

Litorale di Quartu, ore 21,40 di un mercoledì di agosto. Girovago tra un baretto e l’altro a salutare amici e vedere un po’ che succede. Curioso e voglio raccontarvi quel che vedo.

Poca luce, in alcuni tratti manca del tutto. Roba da violentatori seriali. Erbacce e rifiuti, gazebo distrutti (siamo all’altezza del Chiringuito). Zone abbandonate a sé stesse. Eppure siamo ad agosto, come è possibile?

Gente che corre, passeggia, si allena nel buio. In certi tratti di pista neanche vedi arrivare le bici. Pericolo.

I baretti sono delle oasi nell’oscurità, fanno quasi tenerezza perché ci provano, provano a restare presenti in questo buio amministrativo, così come lo è il campo da basket, rifugio di sportivi indomiti che non hanno nessuna intenzione di perdere l’occasione per godersi due tiri a canestro respirando l’aria di mare.

Nessuna iniziativa per rivitalizzarlo (una mostra mercato? un evento?) e per portare la gente anche solo a passeggiare in questo splendido scorcio di Sardegna, a due passi dalla città, con tanto parcheggio. Basterebbe poco, davvero. Ma il poco in Sardegna è tanto.

Il buio forse racconta l’assenza di idee e di iniziative della politica che ha altro a cui pensare. I colori politici non contano: hanno fallito tutti. Oppure, sia chiaro, come penso, c’è una strategia che vuol impoverire il sud Sardegna, che vede con il fumo negli occhi il turismo perché, altrimenti, non si spiegherebbe questo farsi del male istituzionalizzato, specie in tempi di crisi.

Il turismo sono investimenti, soldi che entrano e vengono reinvestiti, imprenditori, occasione per incontrarsi, posti di lavoro, fornitori, servizi. Metteteci quel che volete. L’unica risorsa per l’Isola. L’unica. Non ci sono altre strade. Le amministrazioni dovrebbero incoraggiarlo: e incoraggiarlo non significa il disordine e l’assenza di regole ma un semplice atteggiamento positivo e costruttivo. Riunire gli operatori, tranquillizzarli, agevolarli.

Il turismo è una grossa rottura di coglioni. I turisti invasori. Gli imprenditori furfanti. Gli avventori dei teppisti. I dj i moderni criminali. Metteteci poi la scarsezza di una buona fetta di classe imprenditoriale incapace di vendere un prodotto, formare il personale, gestire un listino prezzi e programmare, capite perché tanto è inutile aspettare un cambiamento.

Un capitale preziosissimo buttato al vento ma l’importante per chi amministra sono gli autovelox di recente installazione e la musica che va rigorosamente spenta alle 2.

Così funziona il turismo a Quartu (e non solo).

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