Ci vorrebbe un supereroe che prendesse a pappine los caddozzones (riflessioni post letamaio al Poetto)

Ci vorrebbe un eroe mascherato.

Uno di quelli dei fumetti che esce dal proprio rifugio non solo per difendere i cittadini dal male ma anche per dare una sonora “pappina” con tanto di multa esemplare per quelli che trasgrediscono le norme del senso civico.

La bella campagna di sensibilizzazione sul rispetto del Poetto promossa dall’amico Francesco Abate non basta. Cagliari non è solo il Poetto e Cagliari ha bisogno di tante altre belle iniziative. In poche parole, la politica non basta: il problema, lo diciamo da sempre, risiede nella gente comune, nella mentalità e nella educazione.

Bene fa il comune a lanciare idee come piste ciclabili, ztl e aree pedonali o a incentivare il trasporto pubblico. Fa sorridere chi crede che svolte importanti si costruiscano in brevissimo tempo ed è pronto ad applaudire il fallimento di certe iniziative. Ma qualcuno deve pur iniziare, con coraggio e decisione, anche a costo di essere impopolare e togliere qualche comodità in più in nome di un interesse collettivo (che parola!). E quel qualcuno lo sta facendo, spolverando una città abituata a cafonalizzarsi da decenni.

Sentire che si dà per normale il fatto che dopo il Mondo Ichnusa si lasci un letamaio mi fa pensare all’asticella di civiltà a cui ci siamo assuefatti: un valore bassissimo. Oramai la normalità con cui vengono considerati certi gesti è disarmante. Si fa così, perché è così, perché tutti fanno così e se cambi sei considerato uno sfigato. Ma sì, lo fanno anche i tedeschi, gli sloveni, gli inglesi, c’era tanta gente, facciamoli divertire dai. Mal comune, mezzo gaudio. Anzi gaggio.

A me l’unica parola con cui giudicare quel letamaio è: VERGOGNA. Anzi, ripeto più lentamente, VER GO GNA.

Ci vorrebbe davvero il supereroe, quello che combatte i maleducati dei marciapiedi sporchi di cacche di cane, quelli che lasciano i cocci di vetro e i mozziconi di sigaretta in spiaggia e fuori dai cestini, i graffittari sgrammaticati, chi orina in pubblico ma anche chi telefona ad alta voce, i portoghesi dei bus, i commessi, gli impiegati e i portalettere scortesi; gli automobilisti maleducati, quelli da terza fila, quelli sulle piste ciclabili, quelli con la radio a tutto volume, gli abusivi, chi non rispetta i parcheggi dei disabili, chi salta le file, i vicini casinisti, i buttafuori maleducati, i locali truffaldini, chi non separa i rifiuti, chi non rispetta i vicini.

Avete visto che elenco? Vi è mai capitato? A me tante volte. Ripensate a tutte le caddozzate (chiamiamole così) che vedete o fate. Lo so, le fanno solo gli altri…vero?

Il nostro eroe dovrebbe combattere più della metà dei nostri concittadini, magari difesi anche da qualche simpatico politico in cerca di consensi, uno di quelli per i quali i ciclisti sono dei rompiscatole e il Poetto andrebbe asfaltato per farne un parcheggio auto in modo da potersi godere la riva del mare seduti nella propria fuoriserie.

Sentivo che nei paesi anglosassoni si ha una grande cura dell’ambiente esterno e una cura “relativa” della propria casa. Da noi pare il contrario: case curate e ambiente lasciato al degrado. Perché ciò che è di tutti in fondo ci interessa poco. Solo il nostro conta.

Però c’è una soluzione, dai. Non posso essere sempre così tragico, non credete?

Immagino che ognuno di noi potrebbe comprarsi un vestitino blu aderente, travestirsi da supereroe e cominciare a migliorare un po’ il mondo che ci circonda con piccoli gesti quotidiani. Alzare l’asticella per far migliore questa città. Sorridere, fermarsi a riordinare, usare i cestini, evitare certe debolezze e incazzarsi con chi non la fa senza timore di essere guardato male.

Oltre alla suggestione del supereroe perché non aumentare esponenzialmente le multe per i zozzoni/maleducati e lanciare una bella campagna di sensibilizzazione e di educazione civica a partire dalle scuole elementari?

Capisco che non sono tempi in cui i soldi possono essere demandati a un fine “nobile” di questo tipo, e immagino già le reazioni dell’opposizioni (da cui abbiamo sentito anche la legittimazione istituzionale della seconda terza fila, per intenderci). Capisco che i cafonal fintovip andranno su tutte le furie, ma forse c’è bisogno ogni tanto di ricordare le regole del buon vivere, quelle che in teoria dovevano insegnarci all’ora di educazione civica (ve la ricordate?).

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