Ci sono cascato ancora (a proposito di zingari e informazione)

Un titolone “ville con piscina ai rom” e si è scatenata la polemica. Infinita. Ci sono cascato anche io. Pro e contro i rom, con accenni anche razzisti: ho letto chi li avrebbe voluti bruciare, chi li avrebbe presi a calci, chi confrontava i disagi loro con quelli dei nostri concittadini. Perchè loro e noi no?

Il giornalismo dei tempi moderni ha fatto di nuovo colpo: far emergere in questa strana estate duemilaedodici i peggiori istinti della gente, solleticare lo stomaco, scatenare la rabbia di tutti, compresi quelli (in maggioranza) che non filtrano le notizie e che rispondono solo d’istinto, quelli che sanno solo che i rom sono “zingari, che rubano, che mandano i figli a elemosinare e basta”. Gli stessi che magari non conoscono nulla di quel che succede nel mondo e che su questi temi fanno i maggiori esperti.

 

Personalmente, non nutro simpatie per i rom per il loro modo di vivere e relazionarsi. Sto pian piano facendo chiarezza sulla vicenda, raccogliendo tasselli cammin facendo. Ma prima di attaccare delle persone, che siano rom o italiani, bisogna mettere un freno alla voglia di far “cronaca”. Sul disagio di altri non si scherza. E far apparire un rudere una residenza di lusso, non raccontare i perchè e i per-come di una decisione, ma affidarsi solo a quattro battute sparate, è un gioco pericolosissimo.

 

Mi fa paura l’uso leggero dell’informazione. Prima ancora di far crescere i lettori, come si dovrebbe fare vista l’enorme responsabilità che detiene chi ha i mass-media, si fomenta la rabbia e la divisione sociale, la guerra tra poveri e gli istinti più primitivi. Mi spiace per la nostra professione, per tanti bravi colleghi, per come la penna venga usata alla stregua di un’arma impropria e per come il mestiere (nobile) del giornalista venga derubricato a esecutore di condanne.

 

Mi spiace poi che alla parola Destra – che ha una grande tradizione culturale e politica – venga associata sempre e solo a certe posizione quando invece esiste tanta altra gente di destra che si dissocia, che non le condivide, che si è smarcata, che non si riconosce in certi partiti e atteggiamenti. Particolare di non poco conto… Eppure, orgogliosamente, si sentono di destra e non di sinistra, sempre che queste categorie abbiano ancora un valore, sempre che si comprenda che il rispetto e la considerazione delle persone prescinde dalla loro appartenenza politica. Se sei un disonesto e un ignorante lo sei sia a destra sia a sinistra. Ma questo è abc della vita politica di un paese.

 

Credo che politica e informazione debbano sempre stare a servizio dei deboli, educare e far crescere le persone, esaltare lo spirito critico delle persone. Onore quindi agli amici di Cagliaripad e di Castedduonline che stanno offrendo una preziosa e fresca pluralità all’informazione, pur con pochissimi mezzi a disposizione. In tempi come questi è già una vittoria.

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