Le elezioni comunali sono alle porte, ma c’è uno strano, assordante, silenzio. I grandi partiti ancora non hanno ufficializzato le liste. Si conosce bene il motivo. Pare che stavolta non potranno accontentare tutti e saranno di nuovo “in gioco” tanti personaggi che avevano avuto una corsia preferenziale. Sapete bene quali siano. Gli amici e i parenti di. I trombati eccellenti ripescati all’occorrenza per qualche poltrona da conquistare. I nullafacenti sempre presenti.

Si cambia rotta, dicono. Ora selezione, meritocrazia, riorganizzazione. Quella che per anni e anni non si è mai vista e che forse solo la Giunta Delogu era riuscita – parzialmente – a dimostrare. Ci credete? Io poco.

Intanto un bilancio della scorsa giunta lo si può fare. Qualche luce, parecchie ombre. La politica a Cagliari si è impantanata nella continua ricerca del compromesso, dimenticando le svolte che fanno crescere la città. A meno che non si chiamino “svolte” le colate di cemento.

No, io intendo quelle svolte forti che rappresentano i cambi epocali della storia di una città. Ma evidentemente tante componenti di questa amministrazione (non tutte, ci mancherebbe, perchè c’è stata anche una componente che ha ben lavorato) hanno preferito il quieto vivere alla rivoluzione concertata.

Inoltre ha inoculato nei cagliaritani un altro germe pericolosissimo: l’indifferenza a tutto ciò che accade.

In città si è lavorato poco e male.

Pedonalizzazione, trasporti, Poetto, città turistica, questione sociale, sport, finanziamenti alle imprese: si è andato avanti a soluzioni tampone e il caso più emblematico è stata proprio la gestione della questione del Poetto. Ricordate le polemiche?

Senza parlare dello sport: per dare un giudizio sull’amministrazione comunale e le sue politiche sullo sport basterebbe semplicemente andare al “Pallone di S.Elia”. Visitatelo.

Siam sicuri che ci saranno pronte all’occorrenza le giustificazioni del caso, che la crisi, la guerra, l’ICI che non si paga, i cittadini inferociti che bloccano i miglioramenti….insomma un motivo c’è.

Oggi un interessante articolo su un quotidiano locale indicava le spese per una campagna elettorale: dimenticava un particolare.

Le idee dove sono finite? Anche quelle hanno un peso? Di idee in giro ce ne sono poche. Di promesse da marinaio tante. Sentivo un amico che deciderà di votare un consigliere (di cui non faccio nome) che gli ha garantito un lavoretto per 3 mesi e poi chissà. Un altro invece avrà un aiutino.

Non discuto delle motivazioni e delle ragioni: le necessità di vita vengono prioritariamente rispetto alle idee. Ma che dignità ha una politica che promette in cambio dei voti? Poca. Si fa così, mi risponderebbero gli amici di un certo partito di maggioranza relativa, quelli stessi che forse qualche anno fa, all’opposizione, combattevano la partitocrazia e i suoi rivoli, che accarezzavano il sogno di una nuova Italia.

Sul fronte delle idee però c’è da annotare che “qualcosa” si muove. È tutto un nascere di associazioni, club, fondazioni. Tutti per il buon governo, etica pubblica, rinnovamento, amore per la città, i giovani al primo posto. Quante ne sto sentendo? Fioriscono riunioni, comitati, consessi di gente che parla, discute, propone. Professionisti e non. Delineano una città meravigliosa, ma non si sa come e con quali soldi. E soprattutto con chi alla guida se non sempre gli stessi potentati familiari e distributori di voti.

Poi chi c’è dietro? Sempre qualche rottame della politica. Che in questi anni ha realizzato poco.

Come se un nome e una sigla con un bello stile grafico cambino anni di inefficienza e indifferenza… ma, all’occorrenza, le pecore son sempre pronte. Le pecore sono quegli elettori che non si documentano, che accettano ogni iniziativa, senza avere coscienza critica.

Un po’ di politichetta, un cocktail, una striscia d’asfalto, qualche cenetta e buone parole fino a maggio serviranno per convincere qualche mente confusa che ci sono in giro tanti bravi politici. Che puntualmente spariranno non appena eletti.

Una sola domanda: ma la capitale del Mediterraneo alla fine dov’è? Forse solo in qualche guida turistica.

Politicamente, si sono perse le tracce.

Anzi proprio non si sono viste…

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