[storie da #tixilife]

Oggi condivido il volo per Cagliari con Cassano e la sua famiglia. L’ho scoperto qualche minuto fa. Prima era seduto proprio vicino a me e per farvi capire quanto sono sul pezzo, l’ho scambiato dalla parlata per un giocatore brasiliano dalle sembianze note, ma mai avrei detto che….
Poi, chiamata all’imbarco e il mistero si svela: “Sig Cassano è pregato di avvicinarsi…”. Ah, è lui! È lui! ha dimenticato gli zaini al check in, e allora si alza, sorridente e stralunato, si avvicina al banco alitalia con la prole, ridendo e scherzando. 

La sola sua presenza sulla scena sapete che porta una grande allegria? È un eterno adolescente, una simpatica canaglia, vestito come viene senza ossessioni modaiole (una tshirt e un paio di bermuda), semplice, senza artifizi, tutto fuorché un professionista imbruttito, di quelli che quando passano neanche regalano un sorriso, perché eternamente concentrati (su cosa, non si sa).

Uno del sud, che porta dentro la leggerezza e l’incoscienza di un bimbo che gioca a pallone sulla strada. 
(No, niente foto con lui o spaparazzate)