Molto spesso noi siamo convinti di dare un giudizio personale ed autonomo mentre, invece, ci lasciamo guidare da schemi mentali ed emotivi automatici che ci siam creati nel tempo. 
E ci facciamo così trascinare da forze collettive che possono portarci a compiere errori o eccessi, a giudicare senza sapere, a essere chiusi.

Uno di questi schemi mentali è l’imitazione. Noi impariamo dagli altri imitandoli. È così che i bambini imparano a parlare, a camminare, a giocare, a pensare e persino a cosa desiderare. Prendiamo due fratellini, mettiamo davanti a loro un qualsiasi oggetto, per esempio una palla. Nessuno la guarda finché non la prende l’altro, allora la vuole anche lui.

Noi desideriamo le cose degli altri. E soprattutto quelle che sono ammirate da tutti. È così che nasce l’invidia.

Seguiamo passivamente le opinioni dei nostri giornali, degli amici del nostro gruppo, leggiamo i libri indicati come best seller, ammiriamo le pubblicità.
La capacità di giudizio autonomo, personale è difficile e rara.
Questa matura nella solitudine con la riflessione, il dubbio e richiede di saper di guardare il mondo e le persone con curiosità, con stupore, con ingenuità, con cuore puro, senza barriere e chiusure, fidandoci solo di noi stessi e non dell’ambiente che ci circonda.

Tutte cose che, di solito, non sappiamo fare.

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