bianco e neroParto con una premessa: il dolore e il ricordo dei caduti di #Nassiyria (io li chiamo così benché qualcuno li abbia per anni offesi) non si discutono. Questo vorrei che fosse chiaro, perché è fin troppo facile, di questi tempi, fraintendere ogni discorso.

Dopo il dolore, il rispetto, il ricordo, soprattutto di uno come me figlio di militare, cresciuto con il tricolore nel cuore e nella culla, arriva il ragionamento: tutto questo non deve far dimenticare, a chi è onesto intellettualmente e non fa propaganda (pochi purtroppo in questo paese di cialtroni che prendono frasi da ragionamenti e ci montano discorsi), la valanga gli errori commessi in Medio Oriente dall’Occidente.

La lunga lista comprende tutte le responsabilità e le bugie che per anni ci hanno detto, aiutati – chi se lo dimentica? – da una stampa amica che ha sempre fatto apparire il M.O. un covo di criminali e l’Occidente il buon pastore.
Bianco e nero, davvero è così? Noi siamo i buoni e loro i cattivi? Io non ci credo. Questa divisione non mi convince.

Quei morti hanno delle responsabilità precise, e non sono solo nell’immediato, nel gesto di un kamikaze figlio di quella “cultura” ma anche in altri, che magari albergano comodi nelle stanze dei bottoni, mentre altri poveri uomini muoiono sul campo di battaglia, per guerre e missioni che si stanno dimostrando inutili e dannose, e illusi da salvifici viaggi verso il paradiso dopo aver ammazzato altri uomini.

Non sono teorie complottistiche figlie di video su youtube o siti barzelletta, ma semplici ragionamenti “aperti” con un orizzonte temporale vastissimo, che ci ha permesso di comprendere, oramai, certe dinamiche. E di finirla di suddividere tutto in un lotta tra male e bene, come ci hanno insegnato. Erroneamente.

Posto un bel commento dell’amico Luca Manconi su facebook:
“Vorrei vedere me stesso in un villaggio dove la legge islamica uccide donne e bambini, dove i talebani prima sono stati armati dagli USA nella lotta contro i russi e poi usati come capro espiatorio di una guerra per il petrolio, vorrei vedere me stesso vivere in regioni talmente povere ma ricche di risorse naturali da venire attaccata da eserciti i cui generali e le alte sfere dei funzionari avevano partecipazioni in società petrolifere, vorrei vedere me vivere in regioni talmente arretrate culturalmente da venir indottrinate all’odio verso tutti e verso tutto, vorrei vedere me vivere nei campi profughi, vedere i parenti uccisi dai droni, vorrei vedere me e vorrei vedere voi”.

Esatto, mi piacerebbe vedere me e voi in quelle situazioni.

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