Prima ancora della vittoria dei SI, il successo è stato nel raggiungimento della soglia di validità del referendum, il cosiddetto quorum.Ci han provato in ogni modo: silenzi, date sbagliate, appelli ad andare al mare, ironie e battute. Cercando di nasconderlo, di bloccarlo, di boicottarlo. Oggi cambiano di nuovo idea.

 

Un referendum come non si vedeva da tempo. Un altro segnale forte per il Governo, nel caso non si fosse intuito dalle amministrative. A darlo non è stato il popolo del centrosinistra ma (nuovamente) anche tantissimi altri italiani, il centrodestra pensante e attivo.

 

Di quei 27 milioni di italiani che hanno partecipato ai referendum la metà degli elettori del centrodestra è andata a votare, nonostante gli irresponsabili appelli astensionisti. Al mare, tanto per cambiare, sono andati i politici. La gente, più responsabilmente, è andata nei seggi. A conferma che la gente ha un senso civico maggiore della classe dirigente di questo paese.

 

In Italia non è mistero che non esistono più vincitori e perdenti. Ascoltando le dichiarazioni post-voto vincono sempre tutti. Inauguriamo un’altra categoria: i diversamente vincitori. Quelli che perdono ma che con artifizi dialettici, calcoli da strizzacervelli, elucubrazioni irraggiungibili difendono l’indifendibile. I cicchitti, i quagliarielli, i sallusti, i gasparri, le santanchè. Personaggi che già vediamo come cartoline sbiadite e speriamo di salutare dalla scena politica per dar spazio a generazioni nuove che diano linfa ed energie al centrodestra che verrà.

 

È bello osservare che in politica ci sia ancora lo spazio appropriato per il coraggio e la convinzione delle proprie idee.

E mentre una nomenklatura oramai ammuffita minimizza, festeggiamo la sconfitta di chi non vuole farci decidere, di chi punta sul sostanziale pensionamento della democrazia diretta.

 

La società italiana è ancora viva e non narcotizzata. Ha vinto il movimento, la passione, la voglia di incidere sulle scelte. Ha vinto l’Italia del bene comune sui particolarismi.

 

La gente vuol decidere, agire, esprimere la propria idea. Il referendum, che esprime la forma massima di democrazia diretta oggi consentita in Italia è tornato a vivere. Bentornato referendum, allora.

 

In Spagna si sono sono “indignati”, speriamo di non morire “rincretiniti”. Ma un passo importante, domenica e lunedì, è stato fatto. E lo dico senza entrare nel merito nemmeno dei quesiti referendari.

 

Ora tocca proseguire questo cammino di cambiamento e scelte. E non pensare che la politica sia qualcosa che si può fare solo nelle scadenze elettorali, come tanti credono.

 

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