bolla-silenzio-contro-inquinamento-acusticoPetizioni, comitati, articoli sul giornale. La crociata antirumore in città è sempre piena di nuovi adepti

Pronti a fare la voce grossa, i cittadini incazzati: qui non si dorme, chiudiamo i locali. Ogni parte della città ha il suo comitato. Marina, Poetto, via Pola. Gli ultimi sono stati quelli di Quartu, che giorni fa si lamentavano per la musica proveniente dal litorale. Strano, ma vero, riescono a sentirla anche a distanza.

Stamattina mi sono chiesto se questi cittadini che fanno comitati antirumore, petizioni, che reclamano il silenzio, che vogliono distruggere ogni divertimento notturno LEGALE, nella loro vita quotidiana rispettino il silenzio altrui o siano come tanti che fanno la voce grossa e poi urlano per strada, usano il clacson quando vogliono, hanno figli che piangono ad ogni ora, tengono le tv accese a tutto volume, gridano a casa, fanno i lavori di bricolage quando vogliono, spostano mobili o provano a strimpellare o…. aggiungete qualcosa voi. I vicini che non vorreste mai avere. Eppure esistono, e soprattutto si fanno sentire nelle ore più impensabili.

È paradossale che un dj come me quando ha voglia di sentire la musica si metta un paio di auricolari e anzi ami gelosamente non condividerla con altri. Che abbia una urgente necessità di silenzio e pensi che il rumore (quello bello) debba essere fatto solo dove la gente sceglie di andare perchè c’è rumore.

Ho sempre paura delle crociate antirumore: nascondono odio e invidia. Si nasconde gente che magari è la prima a non rispettare gli altri. Tipo quelli (immagino con uno slancio di fantasia) che ho dietro di me, ora al bar. Un casino da paura, roba da arresto. Gente adulta e vaccinata. Riesco a sentirli anche con le cuffie. Eppure contro di loro non si muoverà mai un comitato. Perché non sono dj e non fanno divertire gli altri.

 

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