Leggevo stamattina una bella riflessione in cui si ricordava che le stronzate girano e i personaggi/siti assurdi vanno avanti e diventano famosi perché noi mettiamo like e condividiamo (in senso facebookiano) le cose che fanno e dicono anche quando non siamo d’accordo. Sembra un paradosso ma le alimentiamo sempre, offrendo visibilità.

Nell’epoca in cui le colazioni, le foto degli appunti per far finta di studiare, i würstel e le birre in spiaggia, i Salvini e gli Adinolfi, i Francesco Sole e i Diprè, le idiozie e i giochi da pecore fanno più like delle idee interessanti, qualche riflessione andrà fatta.

Io sto scegliendo  pian piano l’indifferenza. Non leggo, non condivido, non faccio accessi e pubblicità alle cose che non mi piacciono e che reputo dannose. La spazzatura mediatica è uno dei nostro mali, alimenta generazioni incapaci di pensare e agire.
Vi consiglio questa come strategia, a lungo andare sarà vincente.