Si chiama Papa.
Arriva dal cuore dell’Africa, ma da anni ormai è l’anima sorridente del Club Nautico Chia.
In cucina lo trovi serio, preciso, concentrato. Uno che lavora con passione e rispetto per le scadenze, nel caldo dell’estate.
Ma poi, appena stacca… cambia tutto.
È successo anche ieri sera prima del mio djset.
Finisce il servizio, mezzanotte. Camicia hawaiana, birretta in mano, sorriso accecante e via: si butta in pista. Non serve che balli davvero. Gli basta esserci.
Con quella presenza calda, contagiosa, magnetica.
È come se dicesse a tutti: “Sorridi, vivi, goditi il momento.”
E tutti lo seguono. Dieci, cento. La pista in pochi minuti si anima.
Nessun palco, nessun microfono. Non c’è bisogno. Solo Papa e la sua libertà, il suo muoversi. È un angelo che vola.
Un promemoria vivente che la felicità costa davvero poco, e arriva da lontano.
A fine serata, mentre smonto la consolle, gli faccio i complimenti: «Grazie Papa, senza di te non sarebbe partita la serata!»
Lui ringrazia me: «È la tua musica, grazie a te semmai».
Io penso altro.
Grazie, fratello. Sei ritmo puro.